Il paradiso è in riva al lago

A fine giugno Finarte inaugura il dipartimento immobiliare: va all’asta Villa Paradeisos

Il Parco di Villa Paradeisos © Finarte Auctions S.r.l.  Il Salone Imperiale di Villa Paradeisos © Finarte Auctions S.r.l La Biblioteca Inglese di Villa Paradeisos © Finarte Auctions S.r.l
Carlotta de Volpi |

Dopo Wannenes, anche Finarte inaugura la nuova attività nel settore immobiliare di lusso. La casa d’aste ha annunciato che il 30 giugno si svolgerà a Milano la vendita di Villa Paradeisos, situata nella regione dei laghi a nord di Milano, a Varese, e stimata 8,5-10 milioni di euro. Si tratta di una proprietà databile intorno alla fine del Settecento, rifatta nell’Ottocento fino alla definitiva sistemazione negli anni Venti, e arricchita di elementi provenienti da nobili dimore di Francia, Inghilterra e Giappone, oltre che da addizioni di artisti contemporanei.

«Sentiamo lesigenza di trattare immobili che hanno un valore alto non solo a livello economico, ma che siano anche legati a unestetica vicina ai collezionisti di Finarte, afferma Maria Teresa Spezzano, responsabile del dipartimento. L’immobile che proporremo a giugno ha infatti una serie di connotazioni artistiche strutturali alla proprietà. Quindi il fil rouge delle nostre aste immobiliari ha a che fare con edifici di pregio che hanno delle connotazioni artistiche idonee ai nostri acquirenti. Tuttavia, siamo aperti anche ad altre proposte». Un passaggio naturale dunque, quello di investire nell’immobiliare, per dare la possibilità ai clienti di acquistare case di pregio tramite il «filtro» di una casa d’aste come Finarte.

Rispetto alla vendita di beni artistici all’interno delle dimore trattate, Finarte ribadisce la volontà di valorizzare gli elementi che caratterizzano le proprietà, e di essere un ottimo tramite perché affine a questo mondo. Nel caso di Villa Paradeisos, sono presenti pezzi d’arte caratteristici dell’immobile, come la Sala Napoleonica realizzata utilizzando la boiserie, il caminetto e gli stucchi originali di una dimora parigina del periodo della Restaurazione, o l’autentico Giardino Giapponese, disegnato da uno dei più famosi professori di Arte dei Giardini dell’Università di Tokyo. Ancora, la Biblioteca inglese trasportata da un castello del Settecento, la cui collezione di libri antichi comprende più di mille volumi.

Ulteriori contributi sono stati apportati da diversi artisti che hanno integrato la proprietà con le loro opere, tra cui l’ australiano Ron Dudley, la pittrice monegasca Jeanine Ricketts e il pittore croato-australiano Charles Billich. «Ci si aspetta che il potenziale acquirente voglia conservare questi elementi che caratterizzano la villa. Ed è proprio per questo motivo che i venditori si sono affidati a una casa daste che ha a che fare con una clientela in grado di riconoscere larte, il bello» conclude Maria Teresa Spezzano.

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