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Musei

Il nuovo Rubell Museum: 7.200 opere di mille artisti

A Miami uno spazio con 40 sale espositive diretto da Juan Roselione-Valadez

Mera e Don Rubell davanti a un'opera di Keith Haring. © Robert Gauthier/Los Angeles Times Via Getty Images

Miami (Stati Uniti). Era il 1964 quando i coniugi newyorkesi Mera e Don Rubell, all’epoca lei insegnante e lui aspirante medico, acquisirono la loro prima opera d’arte. Oggi, 55 anni dopo, la loro collezione si compone di 7.200 lavori realizzati da oltre mille artisti, da Jean-Michel Basquiat a Keith Haring, da Jeff Koons a Cindy Sherman, che i Rubell cominciarono a collezionare al principio delle loro carriere, prima della consacrazione internazionale.

Miami è il fulcro dell’attività collezionistica dei Rubell: residenza della coppia dai primi anni Novanta, è qui che nel 1993 la Rubell Family Collection aprì le porte al pubblico. Dal 4 dicembre la collezione cambia nome e sede, segnando l’inizio di un nuovo capitolo per l’istituzione americana. Il nuovo Rubell Museum, trasformato in sede museale dallo studio di New York Selldorf Architects, è collocato in un ex sito industriale di 9mila metri quadrati nel quartiere Allapattah.

Lo spazio ospita ben 40 sale espositive, più della metà dedicate a installazioni semipermanenti e il resto (circa il 35%) a mostre e allestimenti temporanei, per una superficie espositiva totale di 5mila metri quadrati. Un ristorante, un giardino e una biblioteca d’arte con oltre 40mila volumi (la più estesa della Florida meridionale) occupano il resto dell’edificio. «Per più di 50 anni la nostra missione è stata quella di scoprire arte nuova o arte che è stata ignorata, dichiara Mera Rubell. Ora, con il nuovo Rubell Museum (diretto da Juan Roselione-Valadez, Ndr), potremo condividere le straordinarie opere d’arte di cui ci siamo innamorati lungo il nostro percorso».

Il museo si apre con una collettiva che raccoglie più di 300 lavori dalla collezione, tra cui prime opere di artisti chiave quali Richard Prince, Kerry James Marshall e George Condo, e una selezione di lavori di artisti cinesi (tra i quali Ai Weiwei, Qiu Zhijie e Zhu Jinshi) acquisiti nel primo decennio degli anni Duemila.

Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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