Il nuovo Meg e lo strappo dell’Etnografia

Antonio Aimi |  | Ginevra

A un anno dall’apertura del nuovo Meg-Musée d’Ethnographie de Genève, inaugurato il 31 ottobre 2014 (cfr. n. 346, ott. ’14, p. 24), è possibile tracciare un bilancio di quanto è stato fatto; perché non solo è necessario investire nei musei, ma è anche doveroso controllare poi se i fini che si volevano raggiungere sono stati raggiunti.
Come sempre, è bene lasciar parlare i fatti. E i fatti sono questi. Il nuovo contenitore, che è costato alla Città 60 milioni di euro, una cifra veramente modesta rispetto alle spese che di solito richiedono opere del genere, in un anno ha organizzato due grandi mostre: «Les rois mochica» (primo novembre 2014-3 maggio 2015) e «Le bouddhisme de Madame Butterfly» (9 settembre 2015-10 gennaio 2016). La prima è stata visitata da circa 50mila persone, mentre della seconda, essendo tuttora aperta, ancora non si può dire.
Al momento non sono disponibili i dati ufficiali dei
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