Il museo e l'archivio di Beniamino Gigli

Ospitati l'uno dal Teatro Persiani, l'altro dalla Scuola di Musica di Recanati, sua città natale

Una sala del museo
Stefano Miliani |  | RECANATI (MC)

Il programma di lirica «La barcaccia» su Rai Radio 3 a volte evoca le imprese di Beniamino Gigli. Protagonista di trecento registrazioni e di oltre sessanta opere e interprete di film, è stato uno dei tenori più amati e innovativi del Novecento.

Ultimo di sei figli di una famiglia economicamente modesta, era nato a Recanati nel 1890 e partendo dalla Schola Cantorum per bambini in Duomo divenne una star internazionale. Tra gli innumerevoli palcoscenici calcati il Metropolitan di New York (almeno fino al 1932).

Morto il 30 novembre 1957 a Roma, è sepolto nel Civico Cimitero della sua città natia, che al piano superiore del Teatro Persiani ospita il Museo Beniamino Gigli, con busti, foto, costumi di scena, ritratti, dischi, spartiti e riconoscimenti.

Il suo sterminato archivio è invece nella Scuola di musica di Recanati intitolata al tenore. Campione del bel canto italiano, reputato l’erede di Enrico Caruso, Gigli sarà ricordato al Persiani con un recital su musiche rossiniane il 30 novembre (ingresso gratuito su prenotazione).

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