Il mercato dell’arte è il luna park della finanza

Bruno Muheim: «Il 2019 sarà un anno difficilissimo per le case d’asta, nessuna collezione importante è stata annunciata né da Christie’s né da Sotheby’s»

Bruno Muheim |

L’articolo di Anna Brady e Anny Shaw pubblicato a dicembre descrive alla perfezione i meccanismi delle garanzie delle case d’asta. Sarebbe interessante capire due cose fondamentali: la prima è se questo meccanismo descritto da alcuni come una splendida macchina finanziaria non potrebbe in realtà andare fuori controllo; la seconda se questo tipo di operazione è accettabile in qualsiasi altro settore economico. La dichiarazione più incongrua è certamente quella di Adam Chinn, ex direttore operativo di Sotheby’s, sulla meraviglia delle garanzie che, in poche parole, consente di intrecciare l’estetica con le regole di santa finanza. Chinn e la sua partner Amy Cappellazzo hanno venduto a Sotheby’s la loro Art Agency Partners per la cifra sproporzionata di 50 milioni di dollari per permettere alla casa d’aste di affrontare con più dinamismo gli arcani del nuovo mercato dell’arte, strano
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