Il Mann è inalienabile. Ovvio

Olga Scotto di Vettimo |  | Napoli

«La vicenda dei prestiti a Comacchio insegna bene una cosa e cioè come una attività ordinaria possa essere trasformata, probabilmente sulla base di suggestioni, in una azione impossibile ai termini di legge». Così Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, lo scorso 3 agosto liquida le polemiche suscitate da poche righe contenute nel Piano strategico del Mann, presentato il 20 luglio. Il passaggio incriminato di un documento di 90 pagine, afferma che saranno intensificati i prestiti internazionali («Mann nel mondo»), accanto a prestiti mirati «a piccole o medie realtà museali, sia in ambito regionale che nazionale (Comacchio, Vetulonia, Vicenza, Cortona)».

La preoccupazione, alla base della petizione apparsa su change.com, è di una trasformazione del prestito in una donazione al museo di Comacchio, legato al Mann da un accordo biennale per prestiti della durata di 3 mesi
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