Il magnate dell’Impressionismo russo

Emmanuel Grynszpan |  | Mosca

Aperto un imponente museo dall’immobiliarista Boris Mints. Presenta la sua collezione privata e racconta un movimento poco conosciuto in Europa

Vi dicono qualcosa i nomi di Korovin, Kustodiev, Serov, Youon, Pimenov, Polenov? Gli sforzi di un ricco mecenate potrebbero contribuire a rivalutare questi protagonisti della pittura russa relegati in un angolo buio della storia mondiale dell’arte. L’Impressionismo russo non ha goduto di molte opportunità. La sua fioritura è giunta con un buon decennio di ritardo rispetto alla scuola francese ed è stata rapidamente eclissata dal successo dell’Avanguardia russa dei Malevic, Filonov, Kandinskij e compagni. Quando negli anni Trenta è calata la scure ideologica, l’estetica impressionista, non conforme ai canoni del Realismo socialista, è finita nel dimenticatoio. Ancora oggi, numerosi storici dell’arte formatisi in epoca sovietica ne contestano persino
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