IL LIBRO DEL 2021 | Le pale d’altare di David Ekserdjian

I protagonisti dell'anno scelti dalla redazione | Un sguardo nuovo su narrazione, mistero, scultura e architettura, committenza e teologia nel Rinascimento

David Patrick Martin Ekserdjian © Lucy Dickens-National Portrait Gallery, Londra
Nicholas Penny  |

Con The Italian Renaissance Altarpiece: Between Icon and Narrative (496 pp., 250 ill. col., Yale University Press, Londra 2021, 75 £) David Ekserdjian ha scritto un libro ambizioso che esamina le pale d’altare realizzate in Italia tra il XIII e l’inizio del XVII secolo. Si tratta di un’opera che tutti gli storici dell’arte dovrebbero leggere e alla quale scopriranno di dover tornare spesso.

Altri studiosi, a partire da Jacob Burckhardt, hanno ripercorso le trasformazioni della forma e struttura della pala d’altare e l’evoluzione della «Sacra conversazione», ma lo studio di Ekserdjian è di più ampio respiro e ci accompagna lungo tutto il percorso, fino a Caravaggio e ai Carracci. Ekserdjian non è il primo ad aver preso in considerazione l’impatto del Concilio di Trento, ma, analizzando le opinioni dei primi e dei successivi riformatori, approfondisce la nostra comprensione della materia.

Il suo è il primo libro sufficientemente esaustivo da consentirci di osservare come l’iconografia delle pale d’altare sia stata modificata o sostituita dalla narrativa e come il sacro «mistero» si sia o meno riconciliato con la storia. Ekserdjian offre anche un’analisi molto originale sulla terza dimensione e su come la scultura e l’architettura (nella forma della cornice) possono contribuire alle pale d’altare dipinte. Ekserdjian ha una conoscenza approfondita di contratti e libri contabili superstiti, nonché dei disegni preparatori, il che spiega il suo approccio e la scelta dei soggetti e le decisioni assunte in funzione della loro presentazione.

È esperto non solo del lavoro di altri studiosi di arte italiana ma anche di letteratura teologica. È immancabilmente oculato nella verifica dei vari contributi di mecenati, autorità ecclesiastiche e artisti, annotando le testimonianze di opere di artisti autodidatti così come di quelli che possono rivendicare una certa creatività teologica.

La sua analisi ci rende maggiormente consapevoli degli elementi di originalità nel lavoro dei più grandi artisti, come Raffaello, Correggio, Lotto, Tiziano, Veronese e Barocci, ma molte delle opere esaminate, e delle 250 illustrazioni a colori, sorprenderanno gli esperti, perché è stato capace di trovare elementi di interesse nel lavoro di artisti sconosciuti in luoghi minori, come la pala d’altare di Oddone Pascale a Saluzzo (Cn) e quella di Melchiorre Galuzzi a Veronella (Vr).

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