Il Leone di Damasco

Chiara Coronelli |  | La Spezia

«Avevo dodici, tredici anni. Erano le 6 e 30 del mattino. Improvvisamente mi imbatto in tre corpi appesi al centro della piazza, vicino al negozio di mio padre dove andavo ogni giorno».
Sono le vittime di un’esecuzione pubblica a Damasco, ancora oggi nella memoria di Hrair Sarkissian; il negozio è il laboratorio di fotografia a colori aperto dal padre, la «scuola» frequentata prima dell’accademia Rietveld di Amsterdam.

Nascono da questo terreno le «Execution Squares», lavoro che nel 2008 porta il suo percorso alla ribalta internazionale, fino al Leone d’Oro all’ultima Biennale di Venezia. 

Nato nella capitale siriana nel 1973 da una famiglia armena fuggita al genocidio nel 1915, Sarkissian utilizza i codici della fotografia documentaria sottolineandone i limiti. Racconta la storia dell’Armenia, dell’Egitto e della Siria attraverso scenari a volte reali, altre volte risultato di ricostruzioni e
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