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Il Leone d'Oro alla carriera a Jimmie Durham

L'artista designato «per il suo modo di fare arte che allo stesso tempo sa essere critica, divertente e profondamente umanistica», dice il curatore Ralph Rugoff

Jimmie Durham al lavoro. Foto: William Nicholson

Venezia. Il Leone d'Oro alla Carriera della 58ma edizione della Biennale di Venezia verrà attribuito all'artista, poeta e scrittore americano Jimmie Durham. Nato nel 1940, Durham, che vive in Europa, ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia (1999, 2001, 2003, 2005, 2013), a due edizioni di Documenta a Kassel (nel 1992 e nel 2012) a tre edizioni della Biennale del Whitney Museum di New York (1993, 2003, 2014) e a due edizioni di quella di Istanbul (1997, 2013).

Tra i riconoscimenti, nel 2016 ha ricevuto l'Anello Imperiale della città tedesca di Goslar e nel 2017 il premio Robert Raschenberg. Ha pubblicato, tra l'altro, due raccolte di saggi (A certain lack of coherence, del 1993, per la casa editrice londinese Kala Press, e Waiting to be interrupted, nel 2014, per la milanese Mousse Publishing) e due libri di poesie (Columbus Day, 1985, e Poems that do not go together, 2012).

«Ho indicato Jimmie Durham per il Leone d'oro alla carriera per i notevoli risultati in campo artistico che ha raggiunto negli ultimi sessant’anni e, in particolare, per il suo modo di fare arte che allo stesso tempo sa essere critica, divertente e profondamente umanistica», ha dichiarato il curatore della Biennale 2019 Ralph Rugoff. «Da cinquant’anni a questa parte Durham trova modi sempre nuovi, intelligenti ed efficaci per far fronte alle forze politiche e sociali che plasmano da sempre il mondo in cui viviamo. Allo stesso tempo, i suoi contributi in campo artistico sono considerati eccezionali per la loro originalità formale e concettuale, per la disinvoltura con cui egli sa fondere tra loro parti dissonanti e prospettive alternative e per la loro irrefrenabile giocosità. Le sue opere ci commuovono e ci deliziano in modo del tutto imprevedibile. Tutto ciò che l’artista realizza ci ricorda che "l’empatia fa parte dell'immaginazione e l'immaginazione è il motore dell'intelligenza", per citare le sue stesse parole».

Vittorio Bertello, edizione online, 4 aprile 2019


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