Il gesuita che esportò la prospettiva in Cina

L'Opera di Santa Croce a Firenze dedica una mostra a Giuseppe Castiglione, missionario che nel Settecento fu pittore molto apprezzato nel Celeste Impero

_Il pavone apre la sua coda - Lang Shih-ning, dinastia Qing, rotolo orizzontale, inchiostro e colori su seta, 328 X 282 centimetri.
Laura Lombardi |

Firenze. Chi fosse Giuseppe Castiglione non è noto a tutti. Eppure il pittore gesuita milanese, nato nel 1688 e morto a Pechino nel 1766, con funerali solenni, giunse missionario in Cina nel secondo decennio del Settecento, e fu molto apprezzato da tre imperatori del Celeste Impero, Kangxi, Yongzheng e Qianlong, per aver introdotto nella pittura cinese elementi europei tra cui la prospettiva lineare, contribuendo così anche ai rapporti della Cina con l’Italia. Qialong incaricò perfino Castiglione di dirigere la costruzione di fontane in stile europeo, su disegno di padre Michel Benoist e palazzi e su progetto del fratello coadiutore il fiorentino Ferdinando B. Moggi. E se di queste strutture, distrutte nella seconda metà del XIX secolo, restano solo rovine la fama in Cina di Castiglione è grandissima, tanto da esser studiato nei libri di scuola; ma a lui è stato anche dedicato un film realizzato
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© Riproduzione riservata Capriolo di buon auspicio - Lang Shih-ning, dinastia Qing , rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 216,2 × 144,6 centimetri. Vaso portafortuna - Lang Shih-ning , dinastia Qing, rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 173X86,1 centimetri.
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