Il futuro è un robot guasto

Cibernetica e intelligenza artificiale nella Biennale austriaca

Federico Florian |  | Vienna

La cibernetica e l’intelligenza artificiale sono i temi della seconda edizione della Biennale di Vienna 2017, a cura di Anne Faucheret, Angelika Fitz, Anab Jain, Amelie Klein, Elke Krasny e Marlies Wirth. Come rivela il titolo della rassegna aperta fino al primo ottobre, «Robots. Work. Our Future», i lavori in mostra, commissionati ad artisti, designer e architetti (gli italiani sono Carlo Ratti e Danilo Correale) esplorano il rapporto tra automazione e lavoro umano, sullo sfondo della dilagante digitalizzazione.

È una Biennale che aspira a offrire scenari «per un futuro migliore; un catalizzatore che inviti le persone a cocreare un’umana civiltà digitalizzata», come afferma il fondatore e direttore Christoph Thun-Hohenstein. La rassegna si configura come una costellazione di mostre ed eventi sparsi nel tessuto urbano.

Tra i progetti più interessanti, «Hello, Robot. Design between Human and
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