Il disordine di Valérie Belin

La fotografa francese ha vinto l'edizione 2015 del Prix Pictet con una serie che rivisita la Vanitas

Valérie Belin, «Still life with mask»
Chiara Coronelli |

Parigi. Come Kofi Annan ha annunciato pochi giorni fa, durante la cerimonia al Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi, è la francese Valérie Belin la vincitrice del Prix Pictet 2015, con la sua serie «Still life, 2014». Istituito nel 2008 dal Gruppo Pictet, che mette in palio 100mila euro e l’incarico di un viaggio in una regione dove finanzia un progetto sostenibile, il premio si propone di «utilizzare la forza della fotografia per comunicare messaggi di importanza cruciale», individuando lavori realizzati intorno alla questione della sostenibilità, e che abbiano come oggetto le sfide sociali e ambientali alle quali il mondo contemporaneo è chiamato a rispondere.

Dopo «Acqua», «Terra», «Crescita», «Potere» e «Consumo», questa sesta edizione si sviluppa intorno al tema del «Disordine», anche titolo della collettiva che espone fino al 13 dicembre, sempre al Musée de la Ville, le
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© Riproduzione riservata Valérie Belin, «Pearls»
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