Il diritto a una vita multipla

In una mostra a Nîmes l'esplorazione della soggettività come costruzione e ricostruzione soggettiva

Robert Filliou, «Autobiographical», 1963-1973.  Collection AM & M Robelin
Chiara Pasetti |

Nîmes (Francia). La mostra «Formes biographiques», in corso fino al 20 settembre presso il Carré d’Art-Musée d’art contemporain di Nîmes, rappresenta la seconda parte dell’omonima esposizione presentata lo scorso anno al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid.
Il curatore Jean-François Chevrier, storico e critico d’arte nonché poliedrico autore di saggi che legano arte, letteratura e psicologia (l’ultimo, del 2012,  è L’hallucination artistique), nella versione francese della mostra si concentra in particolare sul periodo attuale, scegliendo opere realizzate principalmente dalla fine degli anni 1950 a oggi, di cui la maggior parte non sono mai state esposte in Francia (tra i tanti artisti presenti ricordiamo Sigmar Polke, Dieter Roth, Thomas Schutte, Ahlam Shibli, Anne-Marie Schneider, Valie Export, Étienne-Martin, grande lettore di Aurélia di Nerval, rappresentato
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Frontespizio del libro di Eugène de Mirecourt Gérard de Nerval (1854), con l’incisione di Eugène Gervais che riproduce un dagherrotipo di Nerval eseguito da Adolphe Legros. I disegni e le scritte a matita sono di Nerval.
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