Il design italiano è un «Incanto»

Tre appuntamenti nella nuova casa d’aste e galleria torinese. Da Gio Ponti a Mollino, da Buffa a Scarpa

Sei sedie «Africa» della serie «Artona» di Afra e Tobia Scarpa in legno di noce massello con intarsi in legno ebanizzato e sedile in compensato curvato rivestito in pelle prodotte da Maxalto nel 1975 ca (Stima 8-12mila euro). Cortesia di Incanto Casa d’Aste e Galleria
Carla Cerutti |  | Torino

Nata a Torino con l’obiettivo di far incontrare collezionisti e appassionati d’arte, privilegiando l’aspetto culturale e la qualità progettuale di oggetti e opere, la casa d’aste e galleria Incanto trae il proprio nome da un sonetto anonimo del XVI secolo ritrovato in un antico manoscritto che inizia con «Incanto Arte Svela...».

I soci fondatori di Incanto provengono da differenti discipline ma, nell’ambito delle vendite all’asta, hanno tutti formato le proprie competenze all’interno della casa d’aste Della Rocca di Torino, tra le più conosciute d’Italia. A proseguire l’attività, idealmente senza soluzione di continuità, è Alessandra Fiorio, figlia di uno dei fondatori, insieme a Matteo Torresan e Stefano Cavallotto, già responsabili di alcuni dei principali dipartimenti di Della Rocca.

Lo staff di Incanto presta la propria assistenza a istituzioni private e religiose, collezionisti, esperti del settore e privati appassionati collezionisti d’arte e di antiquariato e nella vendita delle loro opere, raggiungendo tutti i settori più specifici del collezionismo. I dipartimenti sono svariati: arredi, dipinti, sculture, ceramiche, maioliche, porcellane, argenti, vetri, design, gioielli, orologi e automobili.

La sede operativa ed espositiva si affaccia su uno dei più suggestivi spazi nati dall’ampliamento ottocentesco della città di Torino, la piazzetta Maria Teresa, all’interno di un edificio storico del XIX secolo che ospita sia gli uffici sia lo showroom delle aste e della galleria.

Qui, nelle tre tornate dell’11, 12 e 13 luglio, viene ripercorsa la storia delle arti decorative del ‘900 e del design Italiano del XX e XXI secolo. Nella prima tornata vengono esitati vetri di Murano e francesi, ceramiche di Albisola, della Richard-Ginori e della SCI Laveno, della San Polo, di Galileo Chini, Giovanni Gariboldi, Fausto Melotti, Piero Fornasetti, Victor Cerrato, Alessio Tasca e alcune figurine Lenci, oltre a smalti dello Studio Del Campo e di Paolo De Poli con la collaborazione di Gio Ponti e una serie di oggetti in metallo argentato di Lino Sabattini.
Coppa in ceramica smaltata policroma di Fausto Melotti del 1955 ca (Stima 1.500-2mila euro). Cortesia di Incanto Casa d’Aste e Galleria
Da segnalare, in particolar modo, una rara coppa in ceramica smaltata policroma di Fausto Melotti del 1955 ca (stima 1.500-2mila euro) e una Maschera Diavolo disegnata da Gio Ponti e realizzata da Paolo De Poli in rame smaltato intorno al 1956 (1.000-1.500 euro). Il 12 luglio, l’asta «Classic Design» è dedicata alla produzione di arredi e illuminazione in Italia fino alla fine degli anni Sessanta, con progettazioni di Carlo Mollino, Gio Ponti, Paolo Buffa, Franco Albini, Gianfranco Frattini, Ignazio Gardella, Luigi Caccia Dominioni, Vittorio Introini, Gabriella Crespi, Willy Rizzo, Tommaso Barbi, Afra e Tobia Scarpa.

Di questi ultimi, vengono offerte sei sedie «Africa» della serie «Artona», in legno di noce massello con intarsi in legno ebanizzato e sedile in compensato curvato rivestito in pelle, prodotte da Maxalto nel 1975 ca (8-12mila euro).

Infine, nella tornata «New Design» del 13 luglio vengono esitati arredi di Memphis, Studio Alchimia, UFO e, singolarmente, di Andrea Branzi, Ettore Sottsass e Alessandro Mendini, caratterizzati dal superamento del funzionalismo modernista e connotati da una forte spinta innovativa e d’avanguardia.

Di notevole importanza anche l’apporto al design italiano di progettisti e artisti stranieri, quali Shiro Kuramata per Memphis, Katzuide Takahama per Sirrah, Ron Arad per Cappellini. Il tavolino «Kyoto» di Kuramata del 1983 ca per Memphis, realizzato con scaglie di vetro (Star Piece) colorato incastonate in un impasto cementizio, è un omaggio all’antica tradizione veneziana della pavimentazione dei terrazzi e parimenti, ricerca di un nuovo effetto espressivo (stima 2-4mila euro).

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Carla Cerutti