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Il curatore è un software e si chiama Jarvis

Un programma di intelligenza artificiale sceglie gli artisti per la Biennale di Bucarest

Nell’editoriale «Riaprire senza opening», pubblicato su questo sito e sull’edizione cartacea del Giornale dell’Arte dello scorso maggio, avevamo ironicamente ipotizzato che gli artisti invitati alle biennali d’arte contemporanea sarebbero stati scelti affidandosi ad algoritmi e statistiche, come fa per la sua campagna acquisti Brad Pitt nel film «L’arte di vincere», nel ruolo del general manager della squadra di baseball Oakland Athletics. Ma non potevamo immaginare che si trattasse di un’imminente realtà.

Sta di fatto che l’organizzazione della Biennale di Bucarest ha annunciato che la sua decima edizione sarà curata da un programma di intelligenza artificiale (AI) chiamato Jarvis, che prende il nome da un'IA fittizia che appare nei film e nei fumetti di Iron Man.

Il programma è stato costruito e sviluppato dallo studio viennese Spinnwerk e inizierà generando un «breve testo come concetto - come una frase o due», afferma il suo fondatore Razvan Ion. Quindi «utilizzerà il deep learning per attingere dai database di università, gallerie o centri d'arte» usando il concetto iniziale come struttura chiave per le sue scelte curatoriali, afferma Ion. «Alla fine del processo Jarvis selezionerà diversi artisti per la biennale in base alle conoscenze così acquisite». Ion aggiunge che il team dovrà fare affidamento su organizzazioni che dispongono delle informazioni pertinenti in un modulo di database e che sono disposte a condividerle.

La biennale si svolgerà virtualmente, nella galleria Spinnwerk VR (che verrà lanciata ad ottobre) e sarà accessibile in tutto il mondo. Inoltre, ci saranno stand VR a Bucarest e a Vienna, dove le persone senza cuffie VR a casa possono vedere la biennale.

Questa nona Biennale di Bucarest, intitolata «Farewell to Research» (Addio alla ricerca) e curata da un umano, Henk Slager, avrebbe dovuto essere aperta il 28 maggio, ma ora è stata rinviata di un mese e trasferita online.

Franco Fanelli e José da Silva, edizione online, 29 maggio 2020



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