Il Covid ha reso il sistema italiano dell'arte flessibile

Stefano Raimondi, Giacinto di Pietrantonio e Giovanni Bonelli presentano ArtVerona

I padiglioni di ArtVerona
Michela Moro |  | Verona

È #italiansystem la galassia che definisce la 16ma edizione di Art Verona, fiera all’arte moderna e contemporanea, che si terrà dal 15 al 17 ottobre, in concomitanza con Vinitaly. Presentando la nuova edizione, in presenza nel polo di VeronaFiere, il direttore Stefano Raimondi ha sottolineato come lo standby abbia contribuito a riflettere e introiettare i cambiamenti avvenuti.

«C’è un maggior senso etico e di responsabilità; nel 2020, avendo spostato la fiera cinque volte, abbiamo avuto modo di ascoltare le gallerie in maniera approfondita, e siamo diventati molto flessibili. È stato un anno di attività principalmente online, grazie alle tante iniziative organizzate sulla piattaforma realizzata in collaborazione con Artshell e Angamc, e che continua: attiva già da marzo, accompagnerà gli appassionati fino a ottobre. Il sistema dell’arte italiana è strutturato e importante, con molti progetti condivisi che vale la pena di raccontare».

Il primo segnale di benvenuto in fiera sarà il progetto «Red Carpet» nella Galleria dei Signori: un grande tappeto realizzato da Paola Pivi di 700 metri quadrati, realizzato con uno speciale tessuto riciclato prodotto da Aquafil, sempre a rimarcare la circolarità e la sostenibilità, temi centrali per la fiera.

Di circolarità parla anche Giacinto Di Pietrantonio, curatore della sezione «Introduction», in cui gallerie storiche e importanti presentano sei gallerie giovani e meritevoli di attenzione. «Dagli anni ’80, con la Transavanguardia s’interrompe la trasmissione generazionale che va recuperata perché la mancanza di scambio ha prodotto un arretramento nel sistema dell’arte non solo mercantile ma culturale, cosa che per esempio non è successa nel design».

«È una fiera di dialogo e di vicinanza, continua Raimondi, se "Main Section" è il cuore della manifestazione con gallerie d’arte moderna e contemporanea, ampio spazio sarà dato ai giovani e alle realtà sperimentali. "Evolution" è unanuova sezione rivolta a gallerie che lavorano con artisti capaci di sviluppare la propria ricerca attraverso intelligenza artificiale, social network, robotica, videogiochi, animazioni 3D, Coding, Big Data e nanotecnologie. "Solo" e "Next" sono dedicate agli emergenti; "Lab1" è dedicato alle residenze artistiche e alle realtà sperimentali no-profit attive in Italia per l’arte contemporanea, mentre "Pages", progetto sull’editoria, presenta sei riviste di arte contemporanea, così centrali per la comunicazione dell’arte».

Tredici diversi premi per le varie tipologie di medium rafforzano l’impegno che ArtVerona ha sempre profuso a favore dell’Italian system, mentre la città sarà attiva attraverso Art & the City, il programma di iniziative culturali dedicate a collezionismo, performance e videoarte. Il direttore Raimondi raccomanda la sezione video nell’antico Palazzo delle Poste, luogo da poco riportato agli antichi fasti.

Secondo Giovanni Bonelli, vice presidente di Angamc, ArtVerona sarà il termometro per testare la salute del sistema. Inascoltato dalle istituzioni malgradi i molti solleciti, Bonelli ribadisce: «Abbiamo trovato in Art Verona un ente privato che dialoga con noi, ci sentiamo partner e non clienti. Poniamo un’attenzione speciale alle giovani gallerie che si associano nonostante le difficoltà perché sono aziende che producono economia e cultura».

Negli anni passati la fiera ospitava circa 150 gallerie, con un’affluenza di circa 23mila visitatori, all’edizione di ottobre si sta lavorando.

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