Il coraggio di dire «io»

A Rimini il Meeting per l’amicizia fra i popoli 2021 s’ispira a Søren Kierkegaard

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi alla scorsa edizione del Meeting di Rimini
Redazione |  | Rimini

Il Meeting per l’amicizia fra i popoli nasce nel 1980. È un incontro tra persone di fede e culture diverse, un luogo dove si possa costruire la pace, la convivenza e l’amicizia fra i popoli, per incontrare, conoscere e portare a Rimini tutto quello che di bello e buono c’è nella cultura del tempo. Da allora ogni anno arrivano grandi personaggi della politica, manager dell’economia, rappresentanti di religioni e culture, intellettuali e artisti, sportivi e protagonisti dello scenario mondiale. Storie di uomini al centro di incontri, mostre, spettacoli ed eventi sportivi. La cultura al Meeting si esprime come esperienza, originata dal desiderio di scoprire la bellezza della realtà.

Quando le condizioni sono avverse, i cambiamenti impellenti, il futuro pieno di incognite e l’esistenza alle prese con la propria fragilità, che senso ha la parola «io»? «Siamo in balia delle intemperie del mondo o c’è qualcosa che ci permette di avere il coraggio di dire “io”»? Questa domanda del filosofo danese Søren Kierkegaard è il titolo del Meeting di Rimini 2021.

«Abbiamo incontrato persone che hanno avuto il coraggio di prendere l’iniziativa in situazioni ostili, di seguire senza indugio le domande essenziali della vita anche in contesti che le offuscavano, spiega il presidente del Meeting Bernhard Scholz. Persone capaci di generare un “noi” che non si riduce a rifugio o ideologia, ma diventa luogo di una sfida educativa e, insieme, di reale sostegno per ognuno. Al Meeting di quest’anno vogliamo comprendere come un “io” cosciente delle proprie esigenze e della propria consistenza possa diventare soggetto di una responsabilità prudente e audace, autore di una creatività che trasforma la rassegnazione in curiosità costruttiva, protagonista instancabile di un dialogo aperto alla ricerca del bene, del vero, del giusto».

Il Meeting 2021 si terrà nella Fiera di Rimini dal 20 al 25 agosto con presenza di pubblico, nel rispetto rigoroso delle norme di sicurezza anti Covid, lanciando al mondo, come già nel 2020, un segnale di responsabilità, dialogo e creatività. Se ne parlerà nei convegni, ma anche in workshop e seminari di approfondimento su temi che vanno dalla scienza, interrogandoci sui buchi neri, al dialogo tra popoli e religioni, alla letteratura, con i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, alle piattaforme digitali e dei social. In Fiera saranno allestite delle grandi aree per incontrare esperienze di cooperazione internazionale, scoprendo il ruolo primario dell’Italia negli aiuti umanitari, e per approfondire i temi dello sviluppo sostenibile, del lavoro e del capitale umano, della cura e della salute, dai vaccini al futuro della medicina.

Anche il cantiere delle mostre è apertissimo: curatori, architetti, creativi, artigiani, artisti, registi e videomaker sono al lavoro per immaginare e progettare ampi spazi per raccontarci Tolkien in un modo del tutto inedito, ma anche per farci riscoprire Pier Paolo Pasolini dalla sua viva voce, permetterci di incontrare l’esperienza di Rose Busingye, infermiera che vive a Kampala, e di un gruppo di donne rinate dentro un’amicizia o, ancora, raccontare che cos’ha da insegnarci oggi la traiettoria umana e imprenditoriale di Sergio Marchionne. Già ricco anche il cartellone degli spettacoli, con il maestro Uto Ughi che dirigerà una compagine di giovani musicisti, un film su padre Olinto Marella, proclamato beato da papa Francesco nel 2020, lo spettacolo dell’artista Federico Mecozzi e un contest musicale per artisti e band realizzato assieme al Meeting delle Etichette Indipendenti.

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