Il consuntivo 2021 di 29 case d’asta italiane

La crescita generalizzata che ha portato al miglior fatturato degli ultimi 5 anni (380 milioni) è stata guidata dall’arte moderna e contemporanea (Boetti al top) e dai beni di lusso. Ottimismo per l’arte antica

«Senza titolo» di Carla Accardi venduto da Art-Rite per 38.190€ «Natura morta» (1941) di Giorgio Morandi venduta da Christie's per 1.820.000€ «T1981-H3» (1981) di Hans Hartung venduta da Capitolium Art per 189.000€
Michela Moro |

L’incertezza causata dalla pandemia, il lavorare navigando a vista in attesa di momenti migliori ha permesso alle case d’asta di aggiustare il tiro lungo il percorso; questo nel lungo termine si è rivelato uno strumento utile per riflettere sulla situazione in mutamento, utilizzandone ogni aspetto per padroneggiare meglio gli scenari che si sono via via creati, offrendo soluzioni adeguate. La conseguenza di questo sforzo si traduce nei risultati del 2021: 29 sulle 48 più rilevanti case d’asta che operano in Italia, alle quali «Il Giornale dell’Arte» ha chiesto di fornire i propri dati annuali, hanno risposto con cifre consistenti e a volte inattese.

Come sempre al netto delle variazioni, l’elenco è mutabile e non comprende ogni anno le stesse case d’asta, non solo c’è stato un deciso incremento sul 2020, come prevedibile, ma la tabella con i risultati del quinquennio 2017-21 dice che è questo il miglior risultato del periodo. Quindi il 2021, iniziato tra mille titubanze, è stato un crescendo e riporta con 380.108.185 euro un risultato eccezionale, di 104.618.287 euro superiore all’anno precedente e di quasi 50 milioni di euro superiore al 2019, ultimo anno prepandemico (per l’esattezza 49.921.373 euro).

Sono state esitate 702 aste, in generale 121 in più dell’anno precedente, di cui 191 online, cosa che evidenzia quanto l’impatto della tecnologia si sia definitivamente assestato; diventando imprescindibile strumento di lavoro, nelle varie forme, le aste online fanno parte del linguaggio quotidiano. Le dichiarazioni dei vari responsabili sull’anno trascorso hanno alcuni punti in comune: tutti raccontano di come dall’incertezza iniziale si sia passati a risultati in crescita; tutti aumentano i fatturati, soltanto un paio si mantengono al livello del 2020.

Agli Nft è riservato un posto a parte: ancora poco conosciuti e controversi, non tutte le case d’asta si sono avventurate nel Metaverso e i pareri sono disomogenei, benché si riconosca la novità innovativa. Nella maggior parte dei casi si sta ancora a guardare. Come sempre è l’Arte moderna e contemporanea la preferita dei collezionisti, ma diverse case per la prima volta da tempo riscontrano una ripresa per l’Arte antica, siano arredi o dipinti, un segnale che il gusto è fluido e sta cambiando. Il valore percentuale dei lotti è aumentato un po’ dappertutto, le aste hanno scavalcato il vecchio cliché e sono oggi una grande vetrina dove si può soddisfare ogni genere di desiderio, in primis gioielli e Luxury good.

Un altro «lascito» della pandemia è la relazione col cliente: è come se ci fossero una maggiore vicinanza e più calore nel rapporto, oltre alla superiore varietà di offerta che invita a una maggior interazione. A seguire il racconto di un anno che, nonostante la situazione contingente e in quest’ambito più che in altri, ci parla in positivo. Alcuni dei responsabili delle case d’asta hanno scelto di partecipare a un ulteriore approfondimento sul mercato rispondendo alle nostre domande nella sezione dedicata alla fine dell’inserto.

Le migliori performance
Balza al primo posto della classifica, dal quarto del 2020, Pandolfini di Firenze, con l’ottimo risultato di 46.535.950 euro. Contribuiscono al successo delle 69 aste i top lot dai risultati milionari, un vaso e una portantina cinesi della Dinastia Qing, al centro un classico Fontana. Le migliori aste sono state quelle di Arte moderna e contemporanea, Gioielli, Orologi da polso e da tasca, e Arte orientale.

La parola a Pietro De Bernardi, amministratore delegato della casa d’aste: «Il 2019 sembrava un anno irripetibile, con oltre 43 milioni di vendite (record per una casa d’aste in Italia) e l’asta più importante degli ultimi anni, quella dei “Tesori ritrovati” che con poco più di 50 opere aveva totalizzato oltre 12 milioni di vendite. Invece, dopo un anno difficile come il 2020, siamo riusciti a migliorare quel risultato eccezionale con il nuovo record di vendite per l’Italia a quota 46.535.950 euro. Le percentuali di vendita per lotto del 80,36% e per valore del 191,62% sono di grande rilievo e ai vertici del mercato internazionale, la media lotto è come sempre molto elevata, la migliore a confronto di tutti i competitor italiani. È una conferma della nostra leadership nel mercato italiano caratterizzata da un profondo equilibrio commerciale: tutti i dipartimenti hanno contribuito in maniera bilanciata alla composizione del fatturato, a conferma della solidità e della forza commerciale della società. Questo risultato ci proietta in una dimensione europea, fra le prime 10 case d’asta continentali».

Al secondo posto si trova Il Ponte di Milano con un risultato di 38.583.925 euro, raccolto con 42 aste. Arte moderna e contemporanea, Antico (Arredi, Dipinti, Sculture e Oggetti d’arte) e Gioielli i dipartimenti dai risultati migliori. «Nel 2021 i nostri ventidue dipartimenti hanno raggiunto le loro migliori prestazioni di sempre, per un totale di oltre 38,5 milioni, dichiara Rossella Novarini, direttrice della casa d’aste. Abbiamo esitato 42 aste contro le 28 del 2020, si è lanciato un nuovo sito web che ha registrato picchi di oltre 350.500 visualizzazioni; sono passati 26.720 lotti con una media di venduto pari all’82% e il 220% di rivalutazione dei prezzi base. A questo si aggiunge un +20% di nuovi utenti, nuove generazioni di acquirenti, soprattutto millennial. All’apice si posiziona l’Arte moderna e contemporanea con un sensazionale fatturato di oltre 16,3 milioni di euro. Una significativa ripresa è registrata da Arredi, Dipinti, Sculture e Oggetti d’arte, complici committenze private di rilievo tra cui le Collezioni di Cesare e Gina Romiti, di Villa Orlando a Bellagio e di Philippe Daverio, che hanno permesso al dipartimento di chiudere con un fatturato di oltre 5,7 milioni. Brillano i risultati ottenuti dal dipartimento di Gioielli (5,3 milioni). Vincente la scelta strategica del dipartimento di Arti decorative del ’900 e Design (2,5 milioni) di presentare un panorama non convenzionale di opere e di protagonisti dell’arredo moderno, con una notevole richiesta di arte vetraria. Grandi soddisfazioni sono arrivate da settori storicamente più di nicchia: al primo posto l’Ottocento da “riscoprire” proposto dal dipartimento di Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo; seguono il dipartimento di Libri e Manoscritti, con una portentosa crescita (fatturato di oltre 1,5 milioni), e la Filatelia (fatturato superiore a 1,4 milioni), dove si è battuto il record mondiale per il cosmogramma “Apollo 14”, venduto a 30mila euro. L’Arte orientale, con un’eccezionale performance nel secondo semestre (oltre 600mila euro), ha registrato oltre 1 milione di fatturato».

Cambi di Genova si posiziona al terzo posto con un totale di 36.590.000 euro e 106 aste. Le migliori vendite sono state due house sales, Palazzo Loschi Zileri dal Verme e Villa Bucci-Errani in Faenza, quindi il Fine Design di giugno. I top lot provengono però da altri dipartimenti: un Solitaire taglio smeraldo di circa ct 12, una rara Jar in porcellana e il dinosauro Hypacrosaurus.

«L’anno si è aperto con l’inaspettata vendita del primo dinosauro nel nostro Paese, e si è concluso con il secondo, Henry, entrambi aggiudicati alla cifra di 300mila euro, chiarisce il presidente Matteo Cambi. Un dato significativo per l’intero 2021: è stato un anno ricco di novità e scoperte. Prima fra tutte, quella degli Nft. Cambi è stata la prima casa d’aste in Italia a organizzare un’asta e un panel formativo per la nostra clientela. “Dystopian visions” è stato un riuscitissimo tentativo di approcciarsi a questo nuovo mercato, oltre che uno strumento per fare interagire attori diversi. Sicuramente proseguiremo il discorso nel 2022. Abbiamo alienato importanti house sales e Unique Properties, un percorso che intendiamo perseguire nel prossimo futuro: sono cornici perfette per raccontare al meglio le collezioni e ci ritroviamo molto nell’idea di poter raccontare una storia, piuttosto che vendere pezzi singoli e “non dialoganti”. Il Design si è confermato fiore all’occhiello per la nostra maison, arrivando a muovere un giro d’affari di oltre 7 milioni, il 20% del totale ottenuto nell’anno. Altro settore in evoluzione è stato quello dell’antico, con alcune delle vendite più emozionanti: il “San Girolamo” attribuito a Salvator Rosa ha stupito tutti arrivando a 158mila euro, e l’incantevole tavola attribuita al Ghirlandaio, aggiudicata a 100mila euro».

Aste smart e on demand
Con 40 vendite Bolaffi di Torino raccoglie 36.009.466 euro. «È stato un anno complessivamente positivo caratterizzato da una crescita trasversale, dichiara l’amministratore delegato Filippo Bolaffi. Numismatica e Filatelia si sono confermati i settori trainanti; in crescita costante il dipartimento di vini pregiati. Nel 2021 hanno debuttato con successo le prime aste della nostra storia dedicate a motociclette e fumetti. Abbiamo inoltre lanciato il concetto di “asta smart” che, oltre a essere esclusivamente online, si posiziona in modo diverso, sia come grafica sia come tipologia di lotti proposti, per avvicinare un pubblico più giovane al mondo delle aste».

Da Meeting Art di Vercelli registrano 33 milioni di euro con 92 aste. I dipartimenti migliori, Orologi moderni e d’epoca e Arte moderna e contemporanea, corrispondono ai top lot: un Daytona «Paul Newman», Massimo Campigli e Christo. «Tutti i dipartimenti, grazie alla spinta dei collezionisti stranieri, delle istituzioni e dei musei, hanno fatto un balzo in avanti, commenta il presidente Pablo Carrara. Il dipartimento di Arte moderna e contemporanea si conferma fiore all’occhiello della maison, con circa metà del fatturato, seguito a ruota dal grande impulso del dipartimento di Orologi moderni e d’epoca, Dipinti antichi e Arredi, e Gioielli moderni e d’epoca. Per il 2022 stiamo preparando grandi novità. Abbiamo già acquisito importantissime collezioni che verranno esitate nei prossimi mesi, ma soprattutto stiamo lavorando per affiancare ai sistemi tradizionali d’asta anche una novità assoluta in ambito internazionale. Proporremo le aste “on demand”: oggetti d’arte che sono sul nostro sito internet, proposti dai clienti, in attesa che un’offerta li trasformi in lotti da poter essere aggiudicati con una regolare gara d’asta, con tutti i crismi e le garanzie del caso».

Con il lusso la vita è più dolce
«Al nostro successo globale, con un totale di 7,3 miliardi di dollari, il più alto dei nostri 277 anni di storia, si allinea la performance annuale di Sotheby’s Milano,dichiara Filippo Lotti, managing director di Sotheby’s Italia. Le nostre aste hanno registrato tassi di vendita record e un’altissima media di offerte per lotto. In Italia abbiamo esitato 7 aste tra Arte Contemporanea, Gioielli e Design, che hanno realizzato 29 milioni di euro, con un aumento del 26,5% rispetto al 2020, e una cifra comodamente in linea con i livelli prepandemici. Grazie a questi incanti, abbiamo raggiunto uno dei più alti tassi di vendita nella storia dell’azienda a Milano (88%), con oltre 680 lotti venduti, dei quali quasi il 70% esitati a prezzi superiori alle stime massime. Il 2021 è stato senza dubbio un anno ricco di successi per la sede milanese. Nella divisione Luxury, le nostre aste di Gioielli hanno raggiunto il totale più alto dal 2017. Nella divisione Fine Art, abbiamo esitato quattro vendite di Arte moderna e contemporanea, offrendo 186 lotti e registrando una partecipazione molto internazionale; di questi quasi un quarto si sono rivelati nuovi clienti. Tra i punti salienti ci sono stati i record mondiali d’asta stabiliti per Roman Opalka e Mario Schifano, e la seconda edizione dell’asta “Contemporary Curated | Milan”, curata dall’icona della moda Anna dello Russo: quasi un terzo degli acquirenti si è rivolta a Sotheby’s per la prima volta».

Wannenes di Genova e Milano, con 24.771.916 euro, è nella stessa posizione dello scorso anno, pur aumentando il fatturato. Tra le 46 aste, la miglior prestazione per dipartimenti è quella dei Dipinti antichi e del XIX secolo (che comprende anche i dipinti del Realismo sovietico), che in 8 aste ha totalizzato 4.841.965 (19,6% del fatturato); i top lot sono stati un Rolex Daytona, Giorgio de Chirico e Bernardino Mei. Così commenta l’amministratore delegato Guido Wannenes: «Il 2021 ha registrato una grande crescita del mercato guidata per noi dal segmento lusso: gioielli, orologi, vini e auto hanno garantito ottimi incrementi e veri e propri record come il Rolex John Player Special aggiudicato a 660.400 euro. Parlando del segmento arte i top lot dell’anno sono stati il dipinto “Le Muse Inquietanti” di Giorgio de Chirico, aggiudicato a 437.600 euro, e un’“Allegoria” di Bernardino Mei aggiudicata a 275.100 euro. Nel 2022 saranno da seguire le Auto d’epoca, perché l’avvento dell’elettrico farà crescere sia il segmento delle Classic Cars sia quello delle Young Timer; i Distillati, che continuano a dare incrementi stabili, e gli Orologi per il grande e costante interesse che suscitano. Se invece si vuole rischiare ma anche performare di più la parola resta sempre una: Nft».

Finarte di Milano e Roma raccoglie 19.700.000 euro con 49 aste. Arte Moderna e Contemporanea e Gioielli le migliori. Si segnala inoltre l’asta di Orologi che, con quasi un milione di venduto, ha realizzato il 170% della riserva. Top lot ancora de Chirico, Léon Arthur Tutundjian e un’Alfetta GT del 1975. «Nel 2021 è proseguita la ripresa del mercato e l’ottimo andamento di tutte le aste, favorite dall’ampia partecipazione consentita dall’online, ha progressivamente convinto i conferenti ad affidare opere più importanti, afferma l’amministratore delegato Vincenzo Santelia. Cosicché il finale d’anno supera non solo il 2020, ma anche, e nettamente, il 2019. A crescere sono soprattutto le categorie dell’impulso: Gioielli, Orologi e Fashion in primis, ma anche Grafica e Fotografia. Senza però scalfire il primato dell’Arte moderna e contemporanea che resta il cuore dell’attività delle maggiori case d’aste in Italia e all’estero».

Christie’s dichiara un risultato di 14.718.225 euro, con 6 aste, una in sala e 5 online. 481 lotti venduti con un prezzo medio di 30.600 euro e un tasso di vendita del 91%. «Abbiamo accolto poco meno di 2mila iscritti alle nostre vendite in Italia e il 30% di tutti gli acquirenti erano nuovi per Christie’s, afferma Cristiano De Lorenzo, direttore generale di Christie’s Italia. Il 2021 è stato un anno eccezionale per il mercato delle aste e in particolar modo per la nostra casa, che ha ottenuto totali record a livello globale, con solide performance ed elevate percentuali di venduto per ognuna delle sei aste italiane, di cui cinque online. Lanciate in Italia nel luglio del 2020, le vendite online di Christie’s si sono moltiplicate quest’anno, attraendo un pubblico molto internazionale, nuovi clienti, giovani generazioni. A partire dal 2021 l’arte dei secoli XX e XXI è stata offerta online da Christie’s Italia, così come i gioielli e gli orologi, presentati in due aste digitali intitolate “La Dolce Vita: Jewels & Watches”. Un grande ritorno nel nostro Paese per due categorie per le quali, storicamente, Christie’s è leader mondiale». Si aggiunge Mariolina Bassetti, chairman Post-War & Contemporary Art, Continental Europe e Chairman Christie’s Italy: «Nell’unica vendita dal vivo, anche in Italia abbiamo visto risultati fantastici, in particolare per artisti internazionali inclusi per la prima volta in una vendita serale milanese, come Hans Hartung, Christo e Tom Wesselmann. La vendita 20th/21st Century Milan Evening ha raggiunto un risultato totale di 8,3 milioni di euro e tassi di vendita del 91% per lotto e del 97% per valore. Accanto ai maestri moderni più affermati come Fontana, Morandi e Boetti, siamo soddisfatti dai notevoli risultati di altri artisti italiani del XX secolo come Schifano, Castellani, Capogrossi e Turcato, il cui mercato sta crescendo progressivamente». Top lot: Giorgio Morandi, Lucio Fontana e Pino Pascali.

La ripresa dell’antico
Bertolami di Roma ha esitato 13 aste con un risultato di 13.154.121 euro. Top lot ancora un Rolex Daytona «Paul Newman», un Patek Philippe e un dipinto di Scuola Emiliana della seconda metà del XVII secolo. «Segnalo già da diversi anni la rimonta dell’Arte antica, un fenomeno di crescita non travolgente ma solido e costante che, questa è la vera novità, comincia a interessare anche la fascia di qualità media, acquistata soprattutto dagli stranieri, commenta l’amministratore unico Giuseppe Bertolami. Il gap con l’Arte moderna e contemporanea è ancora elevato, ma lo straordinario rapporto qualità prezzo che continua a caratterizzare il mercato degli Old Masters non fa che sostenerne la ripresa. Prima o poi si alzeranno anche i prezzi. Sempre più internazionale la platea degli acquirenti, costituita al 76% da clienti stranieri, soprattutto da Stati Uniti, Regno Unito e Cina. L’accelerazione digitale imposta dalla pandemia ha creato una prossimità mai sperimentata ai collezionisti dei più remoti angoli del pianeta, nuovi rapporti di clientela che prosperano sino a quando ci si muove sulla piazza virtuale, ma soffrono appena si torna alla realtà di spazi fisici in cui le barriere si moltiplicano. La Brexit è un ostacolo alla libera circolazione delle merci tra l’Europa continentale e una delle principali piazze internazionali del mercato dell’arte che sta facendo soffrire sia noi sia loro. Un altro muro difficile da scalare è quello dell’applicazione distorta delle leggi di tutela dei beni culturali da parte di una burocrazia statale che non riesce a svolgere il suo necessario ruolo di controllo senza paralizzare le imprese di settore, problema purtroppo tutto italiano. Viviamo una strana situazione in cui è possibile scovare in capo al mondo il compratore interessato ad acquistare beni sino a ieri ritenuti invendibili ma i guai cominciano quando bisogna consegnarglieli».

Da Farsetti di Prato le 13 aste hanno totalizzato 12 milioni di euro. I migliori risultati sono senz’altro stati raggiunti nelle aste di Arte moderna e contemporanea, seguiti da alcuni capolavori relativi all’asta di Arte antica e dell’Ottocento. Giorgio Morandi, Giacomo Balla, Alberto Savinio le opere dai valori più alti. Così commenta Sonia Farsetti, capo dipartimento Dipinti del XIX e XX secolo: «Il 2021 è stato un anno ancora incerto, ma le case d’asta erano già dotate degli strumenti risultati poi indispensabili a mantenere viva l’attività, come le solide piattaforme online già strutturate. Siamo complessivamente soddisfatti dei risultati raggiunti, e l’anno si è concluso con un ottimo riscontro da parte di collezionisti nuovi e fidelizzati, italiani e stranieri. Le aste che hanno segnato i migliori risultati si sono confermate quella di Arte moderna e contemporanea di giugno e dicembre, seguite da quelle di Dipinti antichi e dell’Ottocento di maggio e novembre».

La genovese Boetto dichiara 11 milioni euro con 11 aste. La miglior asta per fatturato è stata quella di Arte moderna e contemporanea con un totale pari a circa 1,9 milioni di euro seguita dall’asta di Antiquariato (1,5 milioni). Alighiero Boetti e un dipinto a olio di scuola fiamminga i top lot. «Il 2021 è stato un anno particolarmente positivo per noi, dichiara Marco Canepa, direttore responsabile del dipartimento di Arte moderna e contemporanea. Tra i fattori che hanno contribuito a questo successo segnalo una piccola inversione di tendenza della curva dei prezzi dei beni di antiquariato che, dopo anni orientati verso il basso, ha cominciato una lenta risalita grazie all’interessamento al settore di nuovi mercati esteri, come ad esempio quello dei Paesi dell’Est Europa. Abbiamo avuto un incremento della clientela grazie anche all’aiuto di siti partner che hanno contribuito a darci maggiore visibilità e anche al fatto che durante la chiusura dovuta al Covid-19 le persone hanno imparato a consultare meglio i siti delle case d’asta, le uniche che potevano offrire grandi quantità di merce sempre nuova. Anche il nuovo dipartimento dei gioielli ha contribuito a questa crescita soprattutto ampliando la sua attività agli orologi da polso e con ottimi risultati».

L’online è una garanzia
Segue Capitolium Art di Brescia con un totale di 10.047.342 euro e 32 aste. Hans Hartung, Alighiero Boetti e Peter Lubarda le vendite migliori. «È stato un anno ricco di soddisfazioni con l’aumento di tutti i dipartimenti rispetto al 2020 e al 2019, affermanoGiorgio e Gherardo Rusconi, direttori della casa d’aste. La pandemia è stata una buona occasione per rinforzare gli strumenti di comunicazione telematica e un vantaggio in termini concorrenziali rispetto a chi non ha potuto operare se non con i mezzi tradizionali. Gli investimenti non solo in materiale informatico ma anche in personale e marketing hanno prodotto i risultati sperati. Per il 2022 si prevede di sospendere gli investimenti in nuovi progetti per concentrarsi maggiormente sulla riorganizzazione interna e sull’avviamento della nuova sede romana».

Pananti di Firenze ha esitato 24 aste con un risultato di 7.100.000 euro. L’Arte moderna e contemporanea realizza il totale migliore e i top lot ne sono la conferma: Enrico Castellani, Alighiero Boetti e Paolo Scheggi. «Il mercato dell’arte aumenta i volumi di vendita, dichiara il direttore Filippo Pananti. L’arte è sicuramente una forma d’investimento sempre più utilizzata. Sono in aumento gli acquirenti stranieri, portando a una globalizzazione del mercato. Con l’avvento della pandemia c’è stato un vero e proprio cambio nella modalità di acquisto di opere d’arte: l’online è diventato lo strumento maggiormente utilizzato per l’acquisto».

Martini Studio d’Arte di Brescia valuta il risultato di 6.501.857 euro, raccolto con 3 aste e Georges Mathieu quale top lot attraverso le parole di Angelo Martini, direttore e responsabile: «Il 2021 è stato un anno molto positivo per le aste, confermando la tendenza di fine 2020. La pandemia e le sue restrizioni hanno premiato la soluzione delle aste come mezzo per vendere e promuovere le opere d’arte».

Czerny’s, con sede a Sarzana (Sp), è una casa d’aste altamente specializzata: si occupa esclusivamente di armi antiche antecedenti al 1890. Nessun commento al risultato, con 8 aste esitate, di 5.100.000 euro, in linea con quello dell’anno precedente, in cui erano state tenute 12 vendite. I top lot sono un Corsaletto completo da corazziere, un raro paio di pistole a ripetizione a pietra focaia del tipo Berselli e una rarissima celata alla tedesca dalla collezione Kuppelmayr.

Diamanti da toccare
International Art Sale di Milano ha totalizzato 4.531.400 euro con 11 aste. Nel commento di Gianfranco Saccucci, amministratore unico, il racconto dell’anno trascorso: «La pandemia lo scorso anno ha inciso molto nelle vendite dei gioielli importanti, perché i gioielli, i diamanti e le pietre di colore devono essere essere visionati di persona prima dell’acquisto, a differenza di quadri e manufatti per i quali è sufficiente visionare una foto in alta risoluzione per fare un’offerta. Però gioielli e manufatti minori sono stati venduti bene online. Abbiamo incrementato la raccolta di beni e siamo passati da 5 a 11 aste quest’anno. I top lot sono stati diversi; ad esempio, per i diamanti è stato nell’asta n. 42 il lotto n. 295, un diamante taglio navette del peso di 5,07 ct colore D VVS1, aggiudicato a 140mila euro, raddoppiando la stima».

La sicurezza della clientela internazionale
Da Roma Babuino dichiara un totale di 4,5 milioni di euro e 32 aste, con top lot d’epoca: una piccola console in bosso intagliato, una «Veduta del Colosseo» di Dirck Verhaert e un dipinto di Nino Bertoletti. «L’andamento delle vendite, in particolare di Antiquariato e di Arte moderna, era molto preoccupante all’inizio del 2021, afferma il direttore Antonio De Crescenzo. Al contrario le timed auction hanno retto bene con un leggero incremento. Da settembre c’è stata una netta ripresa del mercato dell’antiquariato. Le nostre novità sono le aste di modellismo che procedono con ottimi risultati, unici in Italia e in Europa, con l’eccezione di Dorotheum. Il nostro settore più forte è sicuramente quello dei dipinti antichi, grazie all’ottima clientela nazionale e internazionale. Non abbiamo un settore di private sales ma soltanto vendite su richiesta precisa della clientela. Il nostro fatturato in merito si aggira tra i 50-100 mila euro. Sicuramente renderemo più assortita l’offerta sulle timed auction che hanno percentuali fino all’80% di venduto e hanno generato un leggero aumento anche nei ricavi da commissioni».

Blindarte tra Napoli e Milano totalizza 4,1 milioni di euro, con 4 aste fisiche e varie online. Il settore più alto aggiudicato del 2021 è quello dell’Arte moderna e contemporanea, cui si riferisce anche il top lot dell’anno: Renato Guttuso. Memmo Grilli, direttore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea dichiara: «È un momento estremamente positivo per il mercato dell’arte, che si è consolidato un po’ ovunque facendo aumentare in maniera significativa anche gli scambi internazionali. Il mercato crescerà ancora sicuramente anche nel 2022».

L’asta per fare investimenti
La romana Colasanti raccoglie 3.750.000 euro esitando 12 aste. «Il bilancio per il 2021 è veramente positivo, con un incremento netto del 50% rispetto al 2020, precisa il responsabile Luigi Colasanti. La sensazione è che il mercato continui a cavalcare l’onda del collezionismo a carattere d’investimento, soprattutto a causa dell’incerta situazione sanitaria: i cosiddetti “beni rifugio” continuano infatti ad avere un enorme appeal sulla nostra clientela. Oltre alle conferme di ogni merceologia, in particolar modo del Design e dell’Arte moderna e contemporanea, ci siamo cimentati con successo nella nostra prima asta di Vini e Distillati, assecondando le esigenze di un mercato sempre in divenire». I top lot sono un importante bracciale con diamanti e rubini di Cartier, Giorgio De Chirico e uno specchio da parete di Paolo Venini.

3,5 milioni di euro è il risultato annuale di Mediartrade di Milano, con 6 aste e come top lot Georges Mathieu, Enrico Castellani e Alighiero Boetti. «Nel 2021 l’attenzione dei compratori si è focalizzata su opere di artisti storicizzati italiani e internazionali afferenti le maggiori correnti artistiche del Novecento, opere che per provenienza e qualità sono le più interessanti sotto il profilo storico-critico e finanziariamente un solido investimento, che ha registrato un considerevole incremento in termini di fatturato, precisa Chiara Mastelli, specialist del Dipartimento Arte moderna e contemporanea. Le aste online hanno assunto un ruolo determinante rispetto alle aste in presenza e riteniamo che il trend si consoliderà nel 2022. È in fase di ultimazione il nostro sito web che permetterà una maggiore interazione con i nostri clienti, attraverso un’immediata accessibilità alla verifica dei dati relativi ai beni presentati e grazie al potenziamento dei contenuti online. Il numero di nuovi acquirenti è aumentato significativamente nel 2021 e riteniamo possa consolidarsi nel 2022».

Il plus dell’antica dimora
Elisabetta Mignoni, amministratore unico di Maison Bibelot di Firenze riassume l’anno trascorso e il risultato di 3.488.403 euro, raggiunto con 20 aste: «Nel 2021 abbiamo ottenuto importanti affidamenti in tutti i dipartimenti, compreso l’ultimo nato, quello di Arti decorative, e sono state organizzate house sales, come l’asta di Arredi e dipinti dall’antica Fattoria Franceschini e quella che ha visto disperdere la Collezione di Muccia Breda da Villa Donà di Borbiago di Mira. È una formula esclusiva di Maison Bibelot, specializzata nell’affidamento di intere collezioni che vengono presentate nella loro collocazione originale, valorizzate dalle antiche dimore che le conservano. Il dipartimento principe rimane quello di Gioielli e Orologi che ha raggiuto ottimi risultati soprattutto nella vendita di diamanti e orologi da polso. Tutte le aste del 2021 si sono svolte online. Il 2022 si apre con un’interessante asta organizzata dal dipartimento Libri antichi che disperderà una nobile biblioteca siciliana contenente importanti e rarissimi testi e incisioni sulla Sicilia e sull’Etna dal XVII al XIX secolo».

Vincent di Napoli raccoglie con 12 aste 2.553.793 euro. «Chiudiamo il 2021 con risultati più che soddisfacenti per i dipinti del XIX secolo e per le sculture da presepe, con il 75% di lotti venduti, commenta l’amministratore unico Luigi Iaccarino. Registriamo risultati record per le aste dedicate alle sculture da presepe, provenienti da prestigiose collezioni del XVII e XIX secolo, un mercato solido e di grande interesse fra gli acquirenti; primato assoluto per il meraviglioso gruppo di tre Re Magi attribuiti a Felice Bottigliero, ciascuno riccamente vestito e accessoriato nonché dotato di un proprio cavallo ligneo attribuibile a Nicola Vassallo: il trio è stato battuto per 275.280 euro. Segue un secondo gruppo di Magi attribuiti a Lorenzo Mosca e sempre con cavalli di Nicola Vassallo, battuto per 151mila euro. In particolar modo chiude l’anno, l’asta di dipinti tenutasi a dicembre che ha visto come top lot l’opera a olio su tela di Mancini Antonio, “La preghiera della madre”, che ha raggiunto 31mila euro. Sono confermati anche i buoni risultati delle vendite “solo online” con banditore virtuale che hanno permesso di raggiungere clienti in tutto il mondo».

Una «vecchia» new entry
Ambrosiana di Milano è una new entry ma una vecchia conoscenza, essendo stata creata da Andrea Poleschi, con una lunga tradizione nel campo. Due aste e un risultato di 2.455.000 euro con top lot di pregio: Donald Baechler, Marthine Pascale Tayou e Alighiero Boetti. «Con il nostro unico dipartimento di Arte moderna e contemporanea abbiamo avuto un anno di conferme e partecipazione da parte dei collezionisti, dichiara l’amministratore Andrea Poleschi. Abbiamo riscontrato una riconferma per l’arte italiana del secondo Novecento con grande adesione anche del pubblico internazionale, come nel caso, ad esempio, di un’opera di Salvatore Emblema del 1969, molto combattuta anche dall’estero, che ha realizzato 33.750 euro raddoppiando il prezzo di partenza. Crediamo che questo trend di positività possa mantenersi nel 2022, ove la sfida più ardua sarà quella di reperire e proporre opere di livello che possano solleticare l’interesse dei collezionisti e dunque mantenere vivo il mercato».

Eurantico di Vignanello (Vt) realizza 2.372.000 euro, in crescita e in linea nel trend dell’anno, malgrado il cauto commento del general manager Pietro Stefani: «Nonostante il difficile periodo siamo riusciti a ottenere risultati abbastanza buoni realizzando così un giusto riconoscimento economico». Top lot: un busto di marmo della Bottega dei Bonazza, Giulio Aristide Sartorio e Placido Fabris.

Pazienza, che sorpresa
Art-Rite di Milano scorpora il risultato di 2.022.000 euro per quanto riguarda il fatturato derivante dalle aggiudicazioni in asta: il valore registrato è pari a 1,23 milioni di euro mentre per le trattative private è di 0,792 milioni di euro, con 13 aste. «Per le aste ci si è mantenuti su livelli di aggiudicazione in linea con i valori del 2020 ottenendo risultati soddisfacenti, precisa l’amministratore unico Attilio Meoli. I momenti di maggior rilievo sono associabili alle vendite relative all’Arte moderna e contemporanea. Merita una menzione il settore della Comic Art in cui si sono registrati esiti ben oltre le aspettative. A tal proposito, segnalo la vendita di “Dichiarazione degli artisti maivisti” di Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna a 10.515 euro. Sono senza dubbio da riportare le cessioni delle sculture immateriali “Io sono” e “Davanti a te” di Salvatore Garau, aggiudicate rispettivamente a 14.820 e 27.120 euro in occasione delle due ultime sessioni del format d’asta “4-U New” dedicato all’Arte contemporanea».

Il peso della carta
Gonnelli Libreria Antiquaria di Firenze totalizza 1.722.788 euro con 2 aste. «Connotata dalla sua specializzazione nei libri e nella grafica, la casa d’aste conferma anche per il 2021 un risultato appagante, commenta il direttore Marco Manetti. Sia l’asta di aprile (1.373 lotti in catalogo) sia quella di ottobre (1.508 lotti) hanno ottenuto ottime aggiudicazioni pari rispettivamente a circa l’80% e il 70%, confermando un ruolo di primordine nella gestione specializzata dei libri e della grafica antica e moderna. Anche nel 2021 è continuata l’attenzione di una clientela internazionale. Cresce sempre di più la partecipazione in asta sia tramite il nostro portale Gonnelli Live sia attraverso altri portali internazionali. Investiamo da sempre in nuove tecnologie, ma crediamo ancora alla forza del catalogo cartaceo che curiamo con grande attenzione e che distribuiamo in tutto il mondo. Nel 2021 abbiamo presentato per la prima volta nei nostri cataloghi una sezione dedicata all’arte contemporanea, che nelle due aste ha ottenuto buoni risultati».

Curio di Firenze è una nicchia specializzata in preziosi che lavora solo online. La direttrice Laura Patrizia Barbieri commenta così il risultato di 680mila euro raccolto in 4 aste: «Il 2021 è stato un anno complesso, ma avere una piattaforma di aste solo online, da quasi 10 anni, ci ha aiutato molto. Le quattro aste di Gioielli e Orologi del 2021 hanno dimostrato che i preziosi sono ancora visti come un bene rifugio, soprattutto nei momenti di crisi. I diamanti di carature considerevoli, sopra i tre carati, quest’anno hanno raggiunto cifre importanti, insieme ai gioielli antichi, che sono il nostro “must”, soprattutto se firmati».

Ultimo, per nascita, è Fondaco di Milano che con 2 aste totalizza 620mila euro. Top lot di rispetto: Francis Picabia, Man Ray, Wifredo Lam. «Il 2021 è stato un anno molto favorevole grazie alla fiducia di importanti collezionisti privati nell’affidarci opere di grande rilievo, che non comparivano sul mercato da decenni, commenta il direttore responsabile Umberto Savoia. Le due aste presentate hanno sortito ottimi risultati, sia per opere di respiro internazionale sia per quelle di autori italiani, tra cui spicca il monumentale “Ritratto di Delia Accetti” di Alberto Salietti, venduto per 27.500 euro. Tra le opere internazionali si distinguono la grandiosa opera di Francis Picabia che con 162.500 euro ha più che raddoppiato la stima di partenza, oltre all’opera di Man Ray che da una stima minima di 6mila euro ne ha fatti registrare 55mila. Si segnala poi l’aggiudicazione dell’opera di Wifredo Lam, “Senza titolo”, 1970 a 42.500 euro. I disegni di Filipp Andreevič Maljavin hanno suscitato un grande fermento nei collezionisti russi, ma non sono mancate belle sorprese anche per autori italiani come Gianni Dova, Mario Bionda, Pio Semeghini, Mario Sironi, Roberto Marcello Baldessari ed Emilio Vedova».

Leggi anche:
L'editoriale di Bruno Muheim
Il consuntivo 2021 di 9 case d’asta estere

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Michela Moro