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Il consuntivo 2019 delle case d’asta | PANANTI / MARTINI

La casa fiorentina ha fatturato 6,6 milioni; la società bresciana 5,2

Maurizio Cattelan, «Senza titolo (Zorro)», 1993, acrilico su tela, battuto da Martini Studio d'Arte a 408mila €

Pananti
La Galleria Pananti di Firenze totalizza 6,6 milioni, con più della metà degli incassi proveniente dal dipartimento di Arte moderna e contemporanea. «Nel 2019 il mercato ha retto in quasi tutti i settori, con maggiore incremento nell’arte moderna e contemporanea che suscita sempre il maggiore interesse, commenta l’amministratore Filippo Pananti.

Le previsioni per l’anno a venire sono positive. Grazie alle tecnologie anche i clienti esteri sono in aumento. Le abitudini dei collezionisti stanno cambiando: le aste e le offerte sul web stanno diventando la normalità permettendo ai collezionisti di offrire in maniera più comoda e da tutte le parti del mondo».

Martini
«Nel 2019 il nostro volume d’affari ha avuto un incremento del 30% circa rispetto al 2018 con un totale di 5.206.560 euro, commenta Angelo Martini, responsabile di Martini Studio d’Arte di Brescia. La nostra casa d’aste opera solo nell’ambito dell’Arte moderna e contemporanea, e per questo settore abbiamo notato un importante incremento del collezionismo straniero.

Come era stato per il 2018, anche il 2019 ha confermato la ricerca, da parte dei clienti, della qualità dell’opera d’arte. Per queste opere, che siano o meno di artisti di tendenza, il cliente è disposto a spendere di più
».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020


  • Rutilio Manetti, «Il Tempo strappa le ali ad Amore», 1629, olio su tela aggiudicato da Pananti a 93.750 €

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