Il collezionista di attimi: Jacques Lartigue al Bagatti Valsecchi

«Autoportrait au déclencher», di J.H.Lartigue ©Ministère de la Culture–France, AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery
Chiara Coronelli |

Milano. Difficile pensare a un ambiente più adatto degli interni del Museo Bagatti Valsecchi per ospitare l’eleganza delle visioni di Jacques-Henri Lartigue. Del fotografo, nato nel 1894 i quello che era il comune di Courbevoie, ora quartiere della Défense, e scompaso a Nizza nel 1986, sono esposte 33 tra vintage e modern prints in una mostra intitolata «Jacques Henri Lartigue fotografo. Il tempo ritrovato», allestita fino al 26 novembre. «La scelta di proporre nel Museo Bagatti Valsecchi di Milano l’opera fotografica di Jacques Henri Lartigue, spiega la curatrice Angela Madesani, non è casuale: si tratta di un incontro tra due mondi per certi versi vicini, quello dell’aristocrazia milanese e quello dell’alta borghesia francese a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Entrambe le famiglie condivisero l’amore per l’arte e per il nuovo linguaggio della fotografia».

Cantore dell’aristocrazia
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© Riproduzione riservata «Solange David, Paris, 1929», di  J.H.Lartigue ©Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery.jpg Sul set del film «Les aventures du Roi Pausole», di J.H.Lartigue ©Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery.jpg «Bibi au restaurant d'Eden Roc», di J.H. Lartigue ©Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery.jpg
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