Il côté mondano di Artissima

Mecenati, curatori di musei, collezionisti, imprendotori, artisti e anche qualche vip outsider si dividevano tra cene e vernissage

Una delle due cene per Artissima organizzata da Patrizia Re Rebaudengo è caduta nel giorno dell’82esimo compleanno di Achille Bonito Oliva
Michela Moro |  | Torino

L’eleganza della città al suo meglio, il cielo perennemente terso e il foliage delle colline incendiate d’autunno sono stati le ciliegine sulla torta di Artissima, premiando così i visitatori della 28ma edizione della fiera, che sarebbe stata comunque un successo. Già dal giovedì mattina l’Oval al Lingotto era in piena attività, offrendo ai collezionisti spazio per la prima scelta delle opere esposte nell’edizione post pandemia.

I visitatori più solerti sono stati i collezionisti storici, habitués delle preview, tra cui Giorgio Fasol e signora, Graziella Levoni, Natalina Remotti, i fratelli Dalle Nogare, Josef e Antonio (Fondazione Antonio Dalle Nogare), ma nei giorni c’è stato un ricambio ininterrotto e costante di appassionati e collezionisti.

Nelle quattro giornate sono state presenti in fiera numerose delegazioni di mecenati e amici di musei quali i Tate Patrons (Gran Bretagna), Patrons Museo Pushkin (Russia), Danish Art Collector Society (Danimarca), The Cultivist (USA/Gran Bretagna), Amamco (Svizzera), Camden Arts Center (Gran Bretagna), Amici della Triennale, Club GAMeC, Members di Palazzo Grassi, Benefattori del Mart, Acacia con la presidente Gemma Testa, così come la presidente Giovanna Melandri, in compagnia della bellissima figlia, capitanava gli Amici del MaXXI.

A questi si aggiungono le associazioni private di appassionati, come Weartwalks di Nicole Saikilis Bay, da Milano, Le Salon dell’ucraina londinese Ekaterina Luki e i gruppetti di amiche in visita per la giornata come Emanuela Galtrucco, Paola Manfrin e Francesca Milani, che nonostante la velocità della visita se n’è andata soddisfatta dell’opera di Oscar Giacona acquistata da Monitor.

Lo stop al ristorante di Eataly, all’interno dell’Oval, è stato premiato per la qualità del cibo, ma i commensali sono stati puniti dai tempi lunghissimi del servizio, insopportabili per i collezionisti che considerano le fiere un vero e proprio lavoro, con pause ridotte. Dopo la fiera, il primo appuntamento da non perdere era l’esposizione della Galleria Massimo De Carlo a Villa Chiuminatto, nel quartiere della Crocetta. Elegante esempio di (post) liberty del 1923, la villa ospiterà presto gli uffici di Newcleo, società per la produzione sostenibile e sicura di energia nucleare.

Nel frattempo è stata occupata dagli artisti di De Carlo: Armleder, Bartolini, Höller, Lavier, Ontani, Prince, Uklanski… De Carlo accoglieva gli ospiti che si aggiravano tra scaloni e bow window e in giardino, alla ricerca dell’opera «Una domenica a Rivara» del 1992, raramente esposta al pubblico, di Maurizio Cattelan: un lungo lenzuolo con nodi calato dal primo piano della villa. Tra imprenditori, critici e collezionisti una presenza inusuale per il mondo dell’arte: Riccardo Scamarcio, accompagnato dalla nuova fiamma, l’attrice ventitreenne Benedetta Porcaroli, già vista in «Baby», su Netflix.

Un veloce cambio d’abito per trovarsi nell’accogliente salotto di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che quest’anno ha diviso in due sere i circa 250 ospiti della classica cena. Achille Bonito Oliva è stato festeggiatissimo per i suoi 82 anni dai commensali riuniti sotto il grande tendone, con auguri e discorsi della padrona di casa, della direttrice di Artissima Ilaria Bonacossa e di Hans Ulrich Obrist, direttore artistico delle Serpentine Galleries di Londra, che si augurava che si possa intitolare la stazione ferroviaria ad Alighiero Boetti, mentre una grande mostra celebra ABO al Castello di Rivoli.

L’atmosfera è stata sempre frizzante, le conversazioni scoppiettanti vertevano spesso sull’arte ai vari tavoli, dove sedevano anche Michela Favaro, vicesindaco, Krist Gruijthuijsen, direttore KW Berlin Institute for contemporary art, Diana Campbell Betancourt, direttore artistico della Samdani Art Foundation di Dacca (Bangladesh) e l’immancabile Hou Hanru, direttore artistico del MaXXI. Oltre ai molti direttori, tra gli ospiti anche la bella Eva Herzigova e i collezionisti Rita Sigg, Alfredo Deza, Michele Codoni e Gunnar e Trine Kjems.

Le giornate torinesi sono sempre densissime, ma l’efficiente organizzazione sabauda ha permesso spostamenti continui tra la fiera, i musei, le fondazioni e il Castello di Rivoli; senza sosta navette vip hanno depositato i collezionisti alla Fondazione Merz per la mostra dedicata a Mario e Marisa Merz (con i nuovi contributi di Remo Salvadori, Giulio Paolini e Richard Long), al Museo Fico per il brunch in onore di Jack Pierson e di Stefano Di Stasio, entrambi presenti, poi alla Gam, al Mao e a Palazzo Madama, dove di celebrava «Hub India», permettendo così a tutti di vedere (quasi) tutto. Impossibile coprire l’intera offerta artistica cittadina, le scelte erano obbligate.

Venerdì sera la Camera di Commercio ha celebrato all’Hotel Principi di Piemonte le Nitto Atp Finals, uno dei tornei professionistici di tennis più importanti al mondo, in programma a Torino a metà novembre, con l’installazione «6 Chairs» di Augustas Serapinas. Nel meraviglioso Salone delle Feste, interamente ricoperto di mosaici dorati, le sei diverse sedie di Serapinas, alte quasi due metri, nobilitano la figura degli arbitri, anonime e invisibili presenze in campo, e hanno offerto agli ospiti un luogo diverso per osservare il mondo e giudicarlo secondo le proprie regole.

Padrone di casa Dario Gallina, presidente della Camera di Commercio, che insieme con Ilaria Bonacossa (accompagnata dal marito Paolo Giordano) e Dario Tosetti, uno dei main partners di Artissima con Tosetti Value - Il Family office, ha accolto una sessantina di imprenditori e collezionisti. Pochi tavoli, ottimi commensali, molto divertimento nello scalare le altissime seggiole: Luca Bombassei e Fabio Pacifico, Carlo e Annamaria Clerici, Gherardo e Allegra Biagioni, Augustas Serapinas e la sua gallerista Chiara Rusconi (APalazzo Gallery), Andrea Fustinoni e Fabio D’Amato, Valeria e Marco Curina che con la Marval Collection sostengono la sezione «New Entries» di Artissima.

Sabato di nuovo in fiera: il celebrato «sistema Torino» della cultura, attento e inclusivo, ha atteso che il peggio fosse passato per dimostrare come la direzione presa rimanga invariata. Sono state presentate le opere acquisite ad Artissima per il Castello di Rivoli e per la Gam dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt. I lavori di Micol Assaël, Giuliana Rosso, Francis Offman e Gokula Stoffel saranno destinati al Castello di Rivoli, mentre le opere di Chiara Camoni, Pesce Khete e Davide Sgambaro arricchiranno le proposte espositive della Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino. Anna Ferrino, presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt, affiancata da Riccardo Passoni, direttore della Gam, e da Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli, ha illustrato i programmi per futuro e raccontato come la collezione della Fondazione contenga circa 870 opere realizzate da più di 300 artisti.

Tra i talk più seguiti in fiera quello dedicato alla moda, «Art Affairs: Arte e Moda» con Simona Clemenza (ceo Aspesi), Massimo Giorgetti (fondatore e direttore creativo di Msgm) ed Elisabetta Tangorra (vicepresidente Karla Otto), moderato dalla giornalista Mariuccia Casadio. Il sabato è tradizionalmente dedicato alle gallerie, aperte fino a tardi la sera, in una sorta di notte bianca che ha visto concentrati a Torino anche la partita Juventus-Fiorentina e un corposo corteo no vax. Quest’ultimo, circondato dalla polizia in assetto antisommossa, tagliava a metà la strada tra la galleria Franco Noero, che presentava gli show, entrambi romantici, di Lothar Baumgarten e Henrik Håkansson, e il minuscolo ristorante dove il gallerista e la moglie Barbara aspettavano gli ospiti, una diversione che ha riportato gli ospiti alla realtà, distraendoli per un momento dalla total immersion dell’arte.

Come nelle filastrocche dei bambini di un tempo, le cene di Artissima sono diventate con il passar dei giorni sempre più ristrette: soltanto venti i commensali dei Noero. Ilaria Bonacossa, Andrea Viliani, Carolyn Christov-Bakargiev con cagnetto al seguito, Marcella Beccaria e consorte, Pierpaolo Falone, socio di Noero, e pochissimi amici tra cui Sigifredo di Canossa e Marina Mottin, responsabile delle Relazioni Vip Europa di Art Basel, hanno brindato con il Barbera al buon esito di questa edizione di Artissima: 31.500 visitatori in quattro giorni, 155 gallerie da 37 Paesi, 10 premi assegnati. Va proprio bene così.

Speciale Artissima 2021

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