Il bosco dell'accoglienza

Le Vatican Chapels nelle parole del curatore Francesco Dal Co

La cappella progettata da Carla Juaçaba è un'idea della croce e della panca sospese su un unico punto di appoggio
Alessandro Allemandi |

Nei prossimi mesi si parlerà delle Vatican Chapels. La Santa sede, Francesco Dal Co e dieci studi di architettura internazionali hanno infatti creato un “nuovo mondo” nell’Isola di San Giorgio a Venezia, sito prescelto dal Vaticano per il suo debutto alla Biennale di Architettura. Mentre pubblico e media stanno scoprendo e ammirando le cappelle d’autore, molti si pongono la domanda su quale sarà il loro destino, e quello del sito, quando la Biennale sarà conclusa.

Professor Dal Co, nel padiglione espositivo dedicato a Gunnar Asplund e al suo progetto per la Cappella nel bosco del cimitero di Stoccolma, lei descrive l’origine delle Vatican Chapels con le parole accoglienza, incontro, orientamento. Può spiegarci come queste tre idee sono state sviluppate fino ad arrivare alla loro concretizzazione architettonica?
Prima di entrare nel merito, vi è una premessa da fare. Tutti noi abbiamo visitato
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