I vent’anni di Lia

Matteo Fochessati |  | La Spezia

L’inaugurazione del Museo Civico «Amedeo Lia», insieme a quelle del Museo Archeologico Ubaldo Formentini, nel Castello di San Giorgio, e del CAMeC (Centro per l’Arte Moderna e Contemporanea), nell’edificio dell’ex tribunale, decretò vent’anni fa l’avvio della rinascita della Spezia come città dei musei.

La creazione, nel complesso conventuale dei frati minimi di San Francesco di Paola, di un centro espositivo dedicato a una collezione privata che Federico Zeri definì una tra le più importanti a livello internazionale rappresentò anche l’apice di una crescita culturale destinata a oltrepassare i limiti geografici del contesto locale che aveva dato il via a tale iniziativa.

La ricchissima e poliedrica collezione raccolta da Amedeo Lia, comprendente dipinti dal ’400 al ’700, oggetti liturgici, miniature, sculture in bronzo e marmo, vetri, terrecotte e maioliche, trovò infatti sede in
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