I vent’anni del Mar di Ravenna

Riallestito il Museo d’Arte della Città, con opere (molte dai depositi) dal Seicento all’Arte povera e concettuale

Una foto del nuovo allestimento del Mar di Ravenna
Stefano Luppi |  | Ravenna

In occasione dei vent'anni dalla sua nascita, come «istituzione» con sede nella Loggetta Lombardesca, si è inaugurato il 13 aprile il riallestimento delle collezioni del Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna.

«In una prospettiva di valorizzazione del patrimonio, spiegano Mauro Brighi, Maurizio Tarantino e Giorgia Salerno, rispettivamente presidente, direttore e conservatrice del museo, procediamo oggi a illustrare l’intera collezione con opere dal Seicento allarte contemporanea, fino agli anni ’80 del Novecento. Il nuovo percorso vede il ripensamento espositivo di alcuni capolavori del MAr, come la "Pala di San Romualdo" di Guercino e le ampie pitture provenienti dal Monastero di Classe, i «Santi Bartolomeo e Severo in gloria» di Marcantonio Franceschini e il "San Benedetto" di Carlo Cignani, oltre, in spazi comprendenti scultura e pittura, le testimonianze storiche del movimento Informale, dell'Arte povera e concettuale, finora custodite nei depositi e per la maggior parte non esposte al pubblico da tempo».

Ecco dunque, per il ’900, la visione del «Prigione» di Mirko, una scultura attribuita di recente a Emilio Greco, un «Achrome» di Piero Manzoni. Il percorso di valorizzazione prevede anche l’esposizione di «Stella-acidi» di Gilberto Zorio così come è visibile, al termine dell’allestimento permanente e per la prima volta (dopo oltre trent’anni dalla sua prima esposizione alla mostra «Viaggio in Italia»), l’opera «Wall Drawing #570» di Sol LeWitt, lunga dodici metri. «Questo lavoro, spiega Giorgia Salerno, si inserisce nel ciclo delle "Complex forms" dove sono rappresentati in sequenza volumi isometrici e dunque figure che si mantengono inalterate in tutte le loro modulazioni misurabili».

Nelle sale è visibile ora anche una sezione delle nuove acquisizioni mentre la mostra «Nudes. Corpi in movimento» (fino al 3 luglio) è dedicata al patrimonio fotografico del museo, con scatti di Dino Pedriali, Carlo Ludovico Bragaglia, Alex Majoli e Paolo Roversi.
Nei prossimi mesi il museo proseguirà con il riallestimento di altre collezioni, come quella del mosaico moderno e contemporaneo e con l'apertura di ulteriori sale da dedicare in futuro al altre acquisizioni.

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