I trentamila schiavi di Claudio

Tina Lepri |  | Avezzano (Aq)

Sono abbandonati, chiusi e sconosciuti ai più: i cunicoli attendono sempre il restauro

Conosciuta solo dai libri di storia e dagli studiosi, è la meraviglia di archeologia idraulica più importante del mondo antico, paragonabile soltanto all’istmo di Corinto, in parte costruito da Nerone con 6mila schiavi. Ma, ad Avezzano, il complesso di gallerie e cunicoli voluti dall’imperatore Claudio nel 52 d.C., sono il risultato di un’operazione straordinaria, mai tentata prima. Trentamila schiavi hanno lavorato per 11 anni scavando una grande galleria che attraversa il monte Salviano lunga 5.653 metri, completata da 32 pozzi e sei cunicoli inclinati.

L’immensa opera di ingegneria servì a svuotare in parte il grande lago che riempiva la pianura del Fucino ed evitare piene disastrose scaricando l’acqua nel fiume Liri. Vennero così prosciugati 6mila ettari di terra fertile utile per sfamare l’esercito romano. Questa
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Tina Lepri