I talebani rispetteranno il patrimonio dell'Afghanistan?

Un curatore di museo in contatto con i colleghi di Kabul racconta in esclusiva come i musei stanno proteggendo le loro collezioni

I Buddha di Bamiyan in Afghanistan sono stati distrutti dai talebani nel 2001
Martin Bailey |

Curatore di museo con una profonda conoscenza del patrimonio in Afghanistan, è tra i pochi occidentali, e tra i più informati, ad aver stretti contatti con i colleghi del Museo Nazionale di Kabul. La nostra fonte è in contatto quasi quotidiano con loro. Nell’attuale situazione molto delicata, poche ore dopo che i talebani hanno preso il controllo della capitale, ha parlato con noi con franchezza, ma ha preferito farlo in forma anonima.

Sono passati 20 anni da quando i talebani hanno usato esplosivi per distruggere i due Buddha di Bamiyan. C’è ora una minaccia simile?
I leopardi cambiano forse le macchie sul loro pelo? Basta guardare alla struttura di comando dei talebani e dei loro sostenitori per comprendere che non ci sarà un grande cambiamento rispetto al 2001, e potrebbe anche essere peggio.

Il Museo Nazionale, alla periferia di Kabul, è di gran lunga il più importante luogo di conservazione del patrimonio archeologico dell’Afghanistan. Quanto è protetta oggi la sua collezione?
Negli ultimi mesi il personale del museo ha tolto gli oggetti dall’esposizione, li ha imballati e riposti in luoghi sicuri. Ma non è prudente dire di più.

Si presume quindi che la collezione sia stata suddivisa in diversi luoghi e che gran parte di essa sia ora fuori dai locali del museo.
Sì. Tutti i musei hanno piani di emergenza e questi piani vengono rivisti alla luce di possibili rischi. Il Museo di Kabul è stato gravemente danneggiato dai razzi durante la Guerra Civile nel 1994. Nel 2001 la collezione ha subito una terribile distruzione iconoclasta da parte dei talebani. Posso rassicurare sul fatto che il Museo di Kabul ha un piano di emergenza ben organizzato.

Qual è la situazione nei siti archeologici?
Tragicamente, la maggior parte dei siti archeologici è già stata enormemente danneggiata dai saccheggi, a partire dagli anni ’60 e proseguiti fino a poco tempo fa. Gran parte del paesaggio archeologico è semplicemente scomparso. Molti dei monumenti buddhisti sono stati fatti saltare con la dinamite nel 2001, in parte alla ricerca di antichità facilmente asportabili da saccheggiare.

I talebani hanno rilasciato una dichiarazione a febbraio promettendo che rispetteranno il patrimonio. Ci si può fidare?
Atteniamoci alla parola data. È lì che i tribunali contro i crimini di guerra hanno la possibilità di intervenire. A breve termine, spero che la cultura non venga distrutta, ma sono gli effetti a medio e lungo termine sulla società che mi preoccupano particolarmente. Privare una società della cultura danneggerà una nazione già traumatizzata, che stava appena iniziando a vedere i benefici di una generazione di contatto con la cultura. Quel senso di speranza è stato appena schiacciato. Ma la storia ha un andamento ciclico e nessun governo resta al potere per sempre. Il meglio che possiamo sperare è che la cultura sia stata messa momentaneamente a tacere in Afghanistan e si risvegli quando la situazione cambierà

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