I sommersi salvati: l’800 alla riscossa

A Roma un antiquario «nato» come storico dell’arte ha rilanciato artisti dimenticati o «da ricostruire», da Michetti a Sartorio: «Comprare e vendere un quadro è facile, ma il mercato deve anche fare del bene ad artisti del passato»

Gianluca Berardi e Sabrina Spinazzè accanto alla scultura «Ritmi» (1921 ca)  di Attilio Selva alla Biennale Internazionale  di Antiquariato di Firenze del 2017
Francesca Romana Morelli |  | Roma

Torna alla mente il dipinto di Antonello da Messina «San Girolamo nello studio» quando si varca la soglia della galleria di Gianluca Berardi, che egli stesso definisce piuttosto uno «studio», per ragioni diverse. Situata nel cuore barocco della capitale, all’inizio di corso Rinascimento, la galleria è quasi di fronte al complesso borrominiano di Sant’Ivo alla Sapienza, adiacente alla maestosa Chiesa di Sant’Andrea della Valle e ha alle spalle l’hortus conclusus che è piazza Navona. Caratterizzata da un’ampia vetrina su strada, all’interno lo spazio, non grande ma luminoso e sobrio nel suo arredamento, ha qualcosa di limpido forse perché costituito unicamente da statue e da quadri, qualcuno appoggiato a terra, in attesa di essere sistemato. Sulla sinistra un tavolo con sopra un computer, alla parete una libreria.

Spesso sono allestite mostre di artisti, preferibilmente oggi poco noti,
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