I premiati 2018 del Giornale dell'Arte: MUSEO

Il Museo Egizio. Perché impegnato, accogliente e coraggioso

Il Museo Egizio ha fatto anche una campagna (temporanea) di agevolazioni rivolte ai visitatori di lingua araba
Alessandro Martini |

Anche quest’anno, ma meno di altre recenti annate, è stato caratterizzato da grandi musei opera di qualche «archistar» in giro per il mondo: Daniel Libeskind a Vilnius, in Lituania, con il MO Museum (privato), o Kengo Kuma in Scozia con il V&A Dundee (antenna di un «polimuseo» in crescita vertiginosa in madrepatria e in Estremo Oriente). Sono musei certo architettonicamente spettacolari e da tenere d’occhio nel prossimo futuro, per verificarne la qualità dell’offerta e la sostenibilità. Guardiamo quindi all’Italia, dove si costruisce meno, ma si restaura sempre molto. In tempi recenti si sono centrati obiettivi da (troppo) tempo attesi.

La Pinacoteca di Brera è davvero arrivata alla meta a lungo agognata? Molto c’è ancora da fare, a partire dall’integrazione con Palazzo Citterio, ma molto è stato certamente fatto, forse più di quanto in molti si sarebbero aspettati. Complimenti a James
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