I premiati 2018 del Giornale dell'Arte: LIBRO

«Gli Undici» di Pierre Michon. Meglio una «fiction» (se parla d’arte, politica e responsabilità civile)

«Gli undici» di Pierre Michon e «La morte di Marat» (1793) di Jacques-Louis David
Franco Fanelli |

Il rapporto tra arte e politica; la responsabilità civile dell’artista; il pittore come servo del potere; la degenerazione della rivoluzione e l’autoritarismo; la retorica del tradizionalismo come stile dei regimi totalitari; la compromissione del talento con il mercato. No, non è il solito presuntuoso (e soporifero) trattatello di un curatore in cerca di una pubblicazione per partecipare al concorso all’università.

Gli Undici, pubblicato da Adelphi, è un romanzo che in 134 pagine scandite dall’implacabile nitore stilistico di Pierre Michon mette in scena argomenti diversi ma intrecciati e tornati di tristissima evidenza. Il protagonista è un’ombra, il mai esistito pittore François-Elie Corentin, che si muove tra giganti prossimi a diventare terrificanti fantasmi, gli undici protagonisti della stagione più cupa e sanguinaria della Rivoluzione Francese, i membri del Comitato di salute
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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