I poeti sponsorizzano miart

La fiera ritorna in presenza con 145 stand e conta sull’effetto volano di Art Basel. Tra le iniziative del nuovo direttore Nicola Ricciardi una «mappa poetica» della città attraverso i versi prediletti dagli artisti

Un'immagine di un'edizione precedente della fiera
Ada Masoero |  | Milano

Le date: dal 17 al 19 settembre (il 16 la preview). La sede: il Padiglione 4 di fieramilanocity_MiCo, stesso ingresso ma al piano superiore rispetto al consueto Padiglione 3, in spazi luminosi e più razionali. E gli espositori sono 145, da 20 Paesi oltre l’Italia. Dopo l’edizione del 2020, confinata sul web dalla pandemia, miart 2021, intitolata «Dismantling the Silence» (da una raccolta del poeta serbo-statunitense Charles Simić), può festeggiare il suo 25mo anniversario tornando in presenza. Al suo fianco, come in passato, il main partner Gruppo Intesa Sanpaolo, e a dirigerla (per il primo anno) Nicola Ricciardi.

Suddivisa nelle cinque sezioni Established Contemporary, Established Masters (questa a cura di Alberto Salvadori come anche Decades), Emergent (a cura di Attilia Fattori Franchini) e Generations, miart copre un intero secolo di arte: la sezione Decades, infatti, si apre nel 1910 con Umberto Boccioni e si chiude nel 2000 con Lara Favaretto. E nella sezione Generations quattro gallerie mettono in dialogo artisti di generazioni anche molto lontane.

Già confermata anche la presenza di numerosi collezionisti stranieri, in prevalenza europei ma non solo, favorita anche dalla (non casuale) continuità temporale con Art Basel, che apre il 20 settembre. L’Assessorato alla Cultura ha promosso la consueta Milano Art Week, con un calendario ricchissimo di eventi. Fondazione Fiera Milano, da parte sua, ha confermato il Fondo Acquisizione (50mila euro), destinato ad arricchire la propria collezione, e con esso saranno ancora presenti i premi Herno (diecimila euro al migliore stand), LCA per Emergent (quattromila euro, destinato alla galleria di questa sezione con la presentazione più efficace) e Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti che, come ogni anno, acquisisce un’opera da donare al Museo del Novecento di Milano. Mentre Ruinart presenta per la prima volta in Italia, nella Vip Lounge, l’artista britannico David Shrigley.

«La grande novità di questa edizione, spiega Nicola Ricciardi, consiste però in un lavoro sulla città che mette a sistema istituzioni pubbliche e private in un progetto comune fondato sulla parola poetica. Dopo “And Flowers/Words”, il progetto editoriale che nei mesi passati ha avvicinato, in conversazioni sui canali digitali della fiera, personalità del mondo dell’arte e della cultura unite dall’amore per la poesia, ora presentiamo “Starry World”, programma che ci è stato suggerito da una poesia della poetessa e intellettuale americana Adrienne Rich, citata in quelle conversazioni: per realizzarlo, abbiamo chiesto agli artisti presenti nelle mostre di settembre delle istituzioni milanesi (da Simon Fujiwara, Fondazione Prada, a Nairy Baghramian, Fondazione Furla e GAM; da Elisabetta Benassi, Fondazione Pini, ad Alessandro Pessoli, Chiostri di Sant’Eustorgio, per citarne alcuni soltanto) di condividere versi o frammenti di poesie significativi per la loro ricerca. Contiamo di ricavarne una sorta di antologia, di “mappa poetica” di Milano».

Le 145 gallerie che lei ha riunito in miart 2021, rispetto alle 170 dell’ultima edizione, sono parecchie, calcolando le difficoltà del momento. Come ci è riuscito?
Sono arrivato nell’ottobre scorso e subito ho cercato un rapporto personale con ogni gallerista: ho telefonato a 180 gallerie e ho ascoltato le loro esigenze, per ricostruire, dopo la pandemia, un rapporto basato sulla fiducia («Blossoming of Trust è il motto di miart 2021», Ndr). Il primo dato che è emerso è stato il bisogno di una fiera in presenza, dopo tanta virtualità. Del resto, credo che il genere umano non sia ancora pronto a trasmigrare totalmente sul digitale. Ho ascoltato perciò i suggerimenti dei galleristi e, contemporaneamente, in assenza di alcuni espositori stranieri, ho puntato soprattutto sulla qualità. Infatti, abbiamo gallerie tutte di alto livello, presenti con 145 progetti che sono altrettante mostre, dal primissimo ’900 a oggi: miart è la fiera di arte moderna e contemporanea che offre lo spettro artistico più ampio.

Come garantirete la sicurezza di espositori e visitatori?
Il Gruppo Fiera Milano ha predisposto un rigido protocollo per il contenimento dell’epidemia di Covid-19, concordato con il Ministero della Salute. E il nuovo spazio, al primo piano, più piccolo ma più razionale, consente di disegnare percorsi nel pieno rispetto delle norme.

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