I miei 10 anni nel regno dei segni

Il bilancio della dirigente Maria Antonella Fusco all'Istituto Centrale per la Grafica

La Calcoteca all'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. © Istituto Nazionale per la Grafica, Roma
Franco Fanelli |

La scorsa primavera Maria Antonella Fusco ha lasciato dopo dieci anni il ruolo di dirigente dell’Istituto Centrale per la Grafica (Icg), passato a Maria Cristina Misiti. Le mostre temporanee, in un museo che in ragione della tipologia delle sue collezioni non può esporle in maniera permanente, hanno contribuito a potenziare l’immagine e la funzione dell’Istituto, spaziando dall’antico (Salvator Rosa) al contemporaneo (Kounellis, Frare, Napoleone, Velly, Bindella, Tirelli, Caccavale e altri ancora) senza escludere le grandi individualità del moderno (tra gli altri, Morandi e Hartung). Ma le mostre sono il biglietto da visita di un’attività di studi, ricerche, promozione e divulgazione che all’Icg, in questo decennio, è stata ancora più intensa su altri versanti.

Dottoressa Fusco, quali erano i suoi obiettivi all’atto della sua nomina?

Ho lavorato, anzitutto, per traghettare a Istituto
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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