I maxi musei del 2022

Dopo i rallentamenti imposti in tutto il mondo dalla pandemia, molti musei internazionali si sono dati da fare accelerando i cantieri. Ecco i più eclatanti nuovi musei e i grandi ampliamenti in programma nell’anno

L'Hong Kong Palace Museum progettato da Rocco Yim Il Sydney Modern, espansione dell’Art Gallery of New South Wales progettato da Sanaa La nuova sede della Burrell Collection di Glasgow progettata da John McAslan+Partners Il Buffalo AKG Art Museum con l'espansione progettata da Shohei Shigematsu di Oma, lo studio di Rem Koolhaas. Il Nasjonalmuseet di Oslo progettato da Kleihues + Schuwerk L'interno del iGrand Egyptian Museum di Giza progettato da Heneghan Peng
Hannah McGivern, Gareth Harris e Alessandro Martini |

Di record in record, nonostante il Covid-19: dopo l’M+ di Hong Kong, megamuseo da poco aperto al pubblico, il 2022 potrebbe finalmente portare all’inaugurazione del colossale Grand Egyptian Museum di Giza, già annunciato per il 2021 e per cui si fantastica la cifra monstre di un miliardo di euro di costi (pandemia permettendo e difficoltà politiche varie). Ma saranno altri i musei dell’anno, tra impegnativi riallestimenti e nuovi edifici spettacolari (a firma, tra gli altri, di Kleihues+Schuwerk, Sanaa, Oma e, in Italia, da Mario Cucinella per il Museo Etrusco di Milano e Michele De Lucchi per la sede di Torino delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo). Per tutti, la sfida è aprire al pubblico sedi di così vaste ambizioni (architettoniche, culturali, finanziarie e turistiche) in un anno ancora dominato dall’incertezza.

Nasjonalmuseet, Oslo
Apertura: giugno 2022
Costo: 699 milioni di euro
Il nuovo Museo Nazionale della Norvegia è mastodontico a tutti i livelli, dalle dimensioni al budget. Il più grande museo del Nord Europa riunisce le collezioni di tre grandi istituzioni norvegesi (Galleria Nazionale, Museo d’Arte Contemporanea e Museo di Arti Decorative e Design) sotto lo stesso tetto, nell’edificio progettato dai tedeschi Kleihues+Schuwerk, ed è costato poco meno di 700 milioni di euro, interamente finanziati dallo Stato. Oltre 5mila opere, dall’antichità a oggi, saranno esposte in più di 80 sale su due piani. Tra queste, «L’urlo» (1893) di Edvard Munch, un autoritratto dipinto da Vincent van Gogh nel manicomio di Saint-Rémy-de-Provence nel 1889 e «Notte d’inverno in montagna» (1914) di Harald Sohlberg, votato come «quadro nazionale» norvegese. La Light Hall, uno spazio illuminato di 2.400 metri quadrati sul tetto per mostre temporanee, è una delle grandi attrattive del nuovo museo e sarà inaugurato con una esposizione di più di 150 tra artisti e collettivi contemporanei norvegesi. Il Nasjonalmuseet fa parte del programma FutureBuilt per lo sviluppo di aree urbane a zero emissioni di anidride carbonica in Norvegia. È progettato per ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 50%, e per il raffreddamento sarà usata una pompa di calore che utilizza acqua di mare. La facciata è ricoperta di ardesia norvegese.

Grand Egyptian Museum, Giza
Apertura: novembre 2022
Costo: circa 885 milioni di euro
Il Grand Egyptian Museum (Gem) è finalmente prossimo al completamento e dovrebbe aprire a novembre, vent’anni dopo che il defunto presidente del Paese, Hosni Mubarak, ne pose la prima pietra. Il costo del nuovo museo, progettato dagli architetti di Dublino Heneghan Peng, è stimato in più di 1 miliardo di dollari. Gran parte dei finanziamenti sono arrivati da prestiti del Governo giapponese. Con i suoi quasi 500mila metri quadrati, il Gem ha le dimensioni di un grande terminal aeroportuale. Il sito tentacolare vicino alle piramidi di Giza ospiterà 100mila manufatti, esposti in sequenza cronologica dalla preistoria al periodo greco-romano. Tra le opere di maggiori dimensioni sono la statua di granito rosso di Ramses il Grande, alta 11 metri e del peso di 75 tonnellate, nell’atrio, e una «barca solare» di legno lunga 45 metri, ritrovata nel 1954 alla base della Piramide di Cheope. Ma per molti visitatori la più grande attrazione sarà la collezione di 5mila reliquie dalla tomba di Tutankhamon, trasferita dallo storico Museo Egizio nel centro del Cairo ed esposta nella sua interezza per la prima volta.

Hong Kong Palace Museum
Apertura: luglio 2022
Costo: 400 milioni di euro
Dopo la tanto attesa apertura a novembre del museo M+ di Hong Kong, arriva il vicino Palace Museum, dedicato ai tesori imperiali cinesi in prestito dalla Città Proibita di Pechino. Il museo è stato annunciato dal Governo di Hong Kong nel dicembre 2016, scatenando polemiche per la mancanza di una preventiva consultazione pubblica. È l’aggiunta più recente al distretto culturale di West Kowloon, che si estende su 40 ettari di terreno bonificato accanto al Victoria Harbour. Il progetto da 450 milioni di dollari è interamente finanziato dall’Hong Kong Jockey Club Charities Trust. Progettato dall’architetto Rocco Yim di Hong Kong, l’edificio avrà nove gallerie che si estendono per 7.800 metri quadrati, un teatro da 400 posti, spazi educativi e per l’infanzia. Circa 800 manufatti del Palace Museum di Pechino costituiranno le esposizioni inaugurali, inclusi dipinti, calligrafia, arti decorative e libri rari. Altre gallerie saranno dedicate alla storia del collezionismo a Hong Kong e alle esperienze interattive per i bambini. Nella prima di una serie di collaborazioni internazionali, una mostra sui cavalli accosterà l’antica arte cinese con opere del Louvre.

Art Gallery of New South Wales, Sydney
Apertura: fine 2022
Costo: 218 milioni di euro
Nota come Sydney Modern, l’espansione dell’Art Gallery of New South Wales è un edificio arioso con facciata in vetro progettato dallo studio giapponese Sanaa sopra un paio di serbatoi di petrolio dismessi della seconda guerra mondiale. Si collegherà alla sede del 1874 in arenaria attraverso un giardino d’arte pubblico che sarà accessibile 24 ore su 24, con vista sul porto di Sydney. Il progetto, con tetti verdi, pannelli solari e raccolta dell’acqua piovana, ha ottenuto il più alto rating australiano per gli edifici sostenibili dal punto di vista ambientale. La trasformazione creerà 16mila metri quadrati di spazio espositivo, quasi raddoppiando la disponibilità attuale, e si prevede che porterà oltre 2 milioni di visitatori all’anno. Un riallestimento completo della collezione darà alle opere degli artisti aborigeni e degli abitanti dello Stretto di Torres un posto d’onore in uno spazio dedicato all’ingresso e in tutta la galleria. Uno dei vecchi serbatoi di petrolio sarà riconvertito in una galleria sotterranea per mostre speciali e spettacoli (nella foto a sinistra). Sydney Modern è stata finanziata dal Governo del New South Wales (155 milioni di euro) e dalla filantropia privata (63 milioni).

Burrell Collection, Glasgow
Apertura: marzo 2022
Costo: 80 milioni di euro
La Burrell Collection riaprirà in primavera dopo più di 5 anni di chiusura per esporre una selezione delle 9mila opere d’arte donate alla Città di Glasgow dal magnate delle spedizioni William Burrell (1861-1958), che in vita ha accumulato una ricca collezione di arte medievale e del primo Rinascimento del Nord Europa, con vetri, armature e più di 200 arazzi (nella foto sotto), ceramiche cinesi, bronzi e opere di giada, e arte francese del XIX secolo, compresi i preziosi pastelli, disegni e oli di Edgar Degas. Il museo, situato all’interno dei boschi e dei giardini del Pollok Country Park, fu inaugurato dalla regina Elisabetta II nel 1983 su progetto di Barry Gasson con John Meunier e Brit Andresen. Ora gli architetti John McAslan+Partners hanno condotto una completa ristrutturazione dell’edificio, creando il 35% di spazio in più nelle gallerie su tre piani e aggiungendo un nuovo ingresso e un centro per la formazione. Saranno esposte opere non più viste da decenni, affiancate da mostre «coinvolgenti e adatte alle famiglie», specificamente progettate per i bambini sotto i cinque anni.

Le altre novità dell’anno
• Entro la primavera-estate si inaugura a Milano il Museo Etrusco della Fondazione Luigi Rovati (nella foto) progettato da Mario Cucinella, dotato di un ristorante e di un caffè bistrot affidati allo chef Andrea Aprea, due stelle Michelin.

• Per aprile è annunciata la sede di Torino delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. Sorgerà nel seicentesco Palazzo Turinetti in piazza San Carlo, dopo l’ingente intervento di Michele De Lucchi.

• L’ex stazione elettrica Zenger degli anni Trenta di Praga aprirà a febbraio come Kunsthalle Praha, spazio non profit della fondazione Petr e Pavlína Pudil. Il programma di arte moderna e contemporanea ceca e internazionale esordirà con la mostra «Kinetismus: 100 anni di arte ed elettricità».

• Nel distretto delle arti Plateforme 10 a Losanna, il 18 giugno s’inaugurano il Musée de l’Élysée di fotografia e il Mudac, dedicato al design e alle arti applicate contemporanee.

• La catena Fotografiska da Stoccolma, New York e Tallinn si espande nella seconda metà del 2022 con Fotografiska Berlin (che rinnova la Kunsthaus Tacheles, un grande magazzino poi ufficio del partito nazista che è stato salvato negli anni Novanta dall’occupazione degli artisti) e con Fotografiska Shanghai (in un ex magazzino nel quartiere fluviale di Suzhou Creek). Un altro nuovo spazio è previsto a Miami nel 2023.

• Inaugurazione prevista per marzo (compatibilmente con la pandemia) per il Musée de Cluny di Parigi.

• Il nuovo edificio dell’Orange County Museum of Art a Costa Mesa, California, aprirà l’8 ottobre con ingresso gratuito per i prossimi dieci anni, sponsorizzato da Lugano Diamonds. Le sue mostre inaugurali saranno la California Biennial 2022 e una personale dello scultore Fred Eversley.

• L’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo (Stati Uniti, nella foto in alto) riaprirà alla fine del 2022 come Buffalo AKG Art Museum dopo un’espansione del campus da 160 milioni di dollari progettata da Shohei Shigematsu di Oma, lo studio di Rem Koolhaas. Tra i nuovi spazi, il Jeffrey E. Gundlach Building, un’ala didattica e gallerie dedicate alle opere di Clyfford Still e Marisol.

• Il Manchester Museum, parte della University of Manchester, completerà la costruzione della sua estensione da quasi 16 milioni di euro alla fine del 2022, svelando un nuovo spazio espositivo e gallerie per la cultura cinese e dell’Asia meridionale. Quest’ultima è curata in collaborazione con il British Museum e i membri della comunità della diaspora sudasiatica.

• Fondato dall’uomo d’affari e collezionista indiano Abhishek Poddar, il Museo di Arte e Fotografia (Map) aprirà a Bangalore (India) alla fine del 2022. La collezione comprende più di 18mila opere, donate da Poddar, che abbracciano dipinti, fotografia, tessuti, grafica e sculture dal X secolo a oggi.

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