I cubi di Buren a Città del Messico

La galleria Hilario Galguera diventa il campo di intervento per un eccezionale lavoro di Daniel Buren concepito, come sua prassi, «in situ»

Veduta della mostra di Daniel Buren © Daniel Buren/ADAGP, Paris. Foto di José and Eduardo Rodriguez.
Monica Trigona |  | Città del Messico

Daniel Buren (Boulogne-Billancourt 1938) è un artista che da anni opera «in situ».
Nota è la querelle con il quotidiano Le Monde in cui si parlava delle sue opere come di «installazioni»: secondo l'autore francese in quel modo veniva attribuita un’estraneità dei suoi interventi al luogo di esposizione, al contrario a lui molto caro.

Abbandonato l’atelier, Buren si è infatti dedicato a progetti realizzati «sul posto» e che sul posto dovrebbero restare. La mostra «Las cajas, trabajos situados, 2022», concepita per Hilario Galguera, galleria d'arte contemporanea di Città del Messico fondata nel 2006 con focus sul panorama artistico messicano e internazionale, comprende venticinque opere, studiate per gli ampi spazi, in cui è protagonista la figura geometrica del cubo.

A partire dagli anni Ottanta l’artista francese, che era solito utilizzare come «strumento visivo» bande verticali, bianche e colorate, sempre della larghezza di 8,7 cm, segno impersonale in contraddizione con la storia tradizionale dell’arte, ha infatti iniziato a lavorare sulle tre dimensioni.

Il recente intervento, fruibile sino al 29 aprile, si espande sulle candide pareti che assumono l’aspetto di allegre scacchiere modulari. L’alternanza delle forme dai colori primari, tra giochi volumetrici e riflessi, creano un ambiente che rispecchia quell’idea «zero degree» sviluppata dall’artista relativamente alla pittura. I componenti minimi di quest'ultima, espressi sotto forma di tonalità e supporto, traslucido, integrano visivamente l’ambiente con l’opera d’arte sfalsando la percezione dell’esperienza visiva.

Buren, artista la cui ricerca è nata in ambito concettuale per poi evolversi autonomamente, ha ricevuto il Leone d’Oro della Biennale di Venezia nel 1986 e il Premium Imperial in Giappone nel 2007.  Il suo intervento più noto rimane probabilmente «Les deux plateaux» nel cortile del Palais Royal di Parigi del 1985 anche se, nel corso della sua lunga carriera, ne ha realizzati più di tremila in tutto il mondo.

© Riproduzione riservata Veduta della mostra di Daniel Buren © Daniel Buren/ADAGP, Paris. Foto di José and Eduardo Rodriguez.
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