I cent’anni di Aida nello Sferisterio

Il cinquantasettesimo Macerata Opera Festival

Un'immagine d'epoca dell'Aida nello sferisterio di Macerata
Marta Paraventi |

C’è tanta attesa per la 57ma edizione del Macerata Opera Festival, che si svolgerà dal 23 luglio al 13 agosto con due produzioni operistiche in forma scenica nello Sferisterio. Un’edizione dal significato particolare poiché ricorrono i cento anni dal primo allestimento in scena nello Sferisterio: l’«Aida» di Giuseppe Verdi (27 luglio 1921).

E sarà proprio la celebre opera verdiana ad aprire l’edizione 2021 in una nuova produzione affidata alla regista argentina Valentina Carrasco, che vedrà sul podio il direttore musicale del Macerata Opera Festival, Francesco Lanzillotta. Protagonisti in scena Maria Teresa Leva (Aida), Luciano Ganci (Radames), Veronica Simeoni (Amneris), Marco Caria (Amonasro).

L’edizione di «Aida» nello Sferisterio celebrerà anche un’altra ricorrenza: i 150 anni dal debutto dell’opera al Cairo nel 1871 (in prima assoluta il 24 dicembre 1871). Oltre all’«Aida», in cartellone lo spettacolo più rappresentativo e iconico delle produzioni allo Sferisterio negli ultimi trent’anni: «La traviata degli specchi» di Josef Svoboda e Henning Brockhaus, riallestita con novità nella regia, nella coreografia e nei costumi.

Una stagione lirica importante, quindi, dove Regione Marche e Comune di Macerata investono mediamente un milione di euro con ricaduta economica diretta stimata in 3,2 milioni di euro e un valore aggiunto generato valutato in 7,7 milioni di euro. Il prezioso contenitore, lo Sferisterio, fu progettato da Ireneo Aleandri e voluto dai Cento Consorti che nel 1829 lo edificarono «ad ornamento della città e diletto pubblico».

Rimane consolidata la struttura del festival, con una ricca impaginazione di appuntamenti che scandiranno anche l’edizione 2021, tra cui lo spettacolo di danza con l’étoile russa Svetlana Zacharova (sabato 24 luglio) e il coinvolgimento dei più piccoli e delle loro famiglie con uno spettacolo ispirato al «Rigoletto».

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