I Camuccini tra storia e paesaggi romani

Viaggeranno tra Roma e Parigi 50 opere dei noti paesaggisti romantici

Vincenzo Camuccini, «Lupa Capitolina (dal Ritrovamento di Romolo e Remo di Rubens)», 1787-89
Francesca Romana Morelli |

È frutto di una joint-venture la mostra ideata da Antonacci Lapiccirella e Maurizio Nobile su Vincenzo Camuccini (Roma, 1771-1844), protagonista del neoclassicismo romano, e su suo figlio Giovanni Battista, paesaggista romantico che si cimenta nello studio en plein air. Farà tappa a Roma dal 30 settembre al 28 ottobre nella Galleria Antonacci Lapiccirella, a Parigi dal 4 all’11 novembre nella Galerie Eric Coatalem, in parallelo alla fiera Paris Fine Art, e, sempre nella capitale francese, dal 16 novembre al 3 dicembre, si sposterà da Maurizio Nobile.

In mostra oltre cinquanta opere, che ricostruiscono la vicenda artistica dei due Camuccini. «Ci siamo interrogati su chi sia veramente Vincenzo Camuccini, artista coinvolto nella scena politica della capitale, spiega Francesca Antonacci, che nel 2003 aveva inaugurato la galleria con un nucleo consistente di opere dell’artista provenienti dagli eredi. Il suo stile pittorico muta quando assume un ruolo di interprete e testimone dell’Impero e della Restaurazione, ormai convinto che l’Atene di Pericle e la Roma dei tempi virtuosi non possano sopravvivere nella Repubblica. Significativo un nucleo di disegni giovanili inedito, legato alla formazione avvenuta tra lo studio pratico dei maestri antichi e la frequentazione dell’Accademia de’ Pensieri, avviata da Giani nei primi anni Novanta a Roma».

Punto focale dell’itinerario espositivo sono i quadri di storia romana, tra cui si citano «Appio Claudio», bozzetto per la monumentale «Morte di Virginia» del Museo di Capodimonte di Napoli, e la «Partenza di Attilio Regolo», anch’esso un bozzetto per il grande quadro al Museo di Roma-Palazzo Braschi. Invece di Giovanni Battista Camuccini (Roma, 1819-1904) è esposto un gruppo di paesaggi della campagna laziale, caratterizzato da una cromia pacata e un’attenzione alla luce, mentre alcuni studi di singoli soggetti mostrano un nuovo atteggiamento naturalistico. L’artista è vicino alla cerchia di pittori influenzati dai precetti di Pierre-Henri de Valenciennes, tra i precursori del paesaggio moderno. Tuttavia nei primi anni ’50 abbandona l’attività pittorica e si dedica agli affari di famiglia.

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