I Bedeschini, artisti del taglia e incolla nel Seicento

Le abilità tecniche, grafiche e non solo di Giulio Cesare e del figlio Francesco con opere fresche di restauro al Museo Nazionale d’Abruzzo

«Madonna del Carmine con santi», di Giulio Cesare Bedeschini (particolare)
Marta Paraventi |  | L’Aquila

Dall’1 dicembre al 3 marzo 2024 il MuNDA-Museo Nazionale d’Abruzzo, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila e la Fondazione Carispaq, presenta la mostra «Giulio Cesare e Francesco Bedeschini. Disegno e invenzione all’Aquila nel Seicento» a cura di Michele Maccherini, Luca Pezzuto, Simonetta Prosperi Valenti e Federica Zalabra (catalogo Paparo).

Tra disegno d’ornamento, contesto della Controriforma e successivo spirito barocco, in linea con le correnti artistiche fiorentine e romane, Giulio Cesare (1582-1627), riscoperto grazie a una mostra a Colonia nel 2013 che lo ha consacrato come abile disegnatore, e il figlio Francesco Bedeschini (1626-99), pittori aquilani del XVII secolo, dominarono incontrastati la scena cittadina. Ne sono testimonianza le 70 opere, tra dipinti, maioliche ma soprattutto disegni e stampe provenienti da musei abruzzesi, di Londra, Monaco, Parigi, Colonia, Roma, Parma che restituiscono in modo corale il catalogo dei due artisti con uno sguardo rivolto al contesto italiano ed europeo.

Tra le opere esposte anche dipinti freschi di restauro come il «San Giacomo Maggiore», «Madonna del Rosario», «San Trofimo di Arles», «Ritratto di Agatone I» e una nuova acquisizione, il disegno con la «Madonna del Carmine con santi», eseguito da Giulio Cesare con inchiostro bruno acquarellato e tracce di matita nera e rossa, costruito attraverso la tecnica del montaggio di ritagli di fogli. Quest’ultima, consistente in una sorta di «taglia e incolla» utilizzata per progettare prove grafiche attraverso la giustapposizione di ritagli di carta disegnati, sviluppatasi soprattutto in Toscana quale pentimento, è trattata in mostra poiché diventa in Giulio Cesare pura invenzione e collage.

Il figlio Francesco è invece caratterizzato da una sfrenata capacità esecutiva: inventore, architetto, direttore del teatro, uomo di governo, con la sua produzione ha delineato la visione di una città che fu spazzata via dal terremoto del 1703. È ancora più significativa, quindi, l’esposizione del raro libro di disegni di Francesco Bedeschini con studi per cartigli, fregi e vari tipi di decorazioni architettoniche, acquistato nel 2022 dalla Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila che ha finanziato anche il restauro di opere grafiche della Biblioteca Regionale Salvatore Tommasi esposte al MuNDA. Nell’ambito della mostra sono stati messi a punto un progetto formativo con le scuole «Fare comunità con arte. Percorsi educativi nell’Aquila del ’600» e un convegno (28-29 febbraio 2024) che garantirà la presenza all’Aquila di alcuni tra i maggiori studiosi di grafica d’Europa.

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