Hirschhorn per tutti

Federico Florian |

Nuoro. «M’interessa il lato hard-core della realtà», ha dichiarato una volta l’artista svizzero Thomas Hirschhorn. Materiali comuni e poco costosi come alluminio, cartone, nastro adesivo e plastica trasparente ingombrano le sue installazioni (l’ultima delle quali, «Roof Off», è visibile al Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia); la sua pratica artistica è informata da un’etica socialdemocratica, le cui produzioni, programmaticamente tese alla de-sublimazione dell’opera d’arte, si rivolgono a un pubblico universale, non esclusivo. La project room del Man ospita dal 10 luglio al 18 ottobre una personale dell’artista bernese, classe 1957, vincitore del Prix Marcel Duchamp e del Joseph Beuys Prize, rispettivamente nel 2000 e nel 2004. «3 “Easycollage” and 6 “Collage-Truth”», a cura di Lorenzo Giusti, raccoglie lavori di grandi dimensioni e di piccolo formato (realizzati tra il 2012 e il
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