Hans Hartung e l’«internazionale informale»

Duplice appuntamento, nelle sedi torinese e londinese, dell'artista di origine tedesca

«T1975-H46» (1975)  di Hans Hartung. Cortesia Galleria Mazzoleni, Torino e Londra
Franco Fanelli |  | Londra, Torino

Doppio Hans Hartung alla Galleria Mazzoleni, nelle sedi di Torino e Londra. Nella casa madre in piazza Solferino si apre il 25 ottobre un’antologica spaziante dagli anni ’50 agli anni ’80, con dipinti e disegni. Nella filiale di Albemarle Street, dal primo ottobre, l’artista di origine tedesca (Lipsia, 1904-Antibes, 1989) è invece contestualizzato nell’ambito dell’Informale europeo.

Astrattista da subito, considerando che dopo gli studi giovanili delle opere di El Greco, Goya e Rembrandt conservate nei musei di Dresda i suoi primi pastelli non figurativi risalgono ai primi anni Venti, altrettanto precocemente entra in contatto prima con Kandinskij, di cui segue un corso in accademia, e poi con il Cubismo e il Fauvismo nel suo primo viaggio in Francia nel ’26.

Un soggiorno volontario, che sarà obbligato negli anni Trenta, dopo l’avvento del nazismo. Parigi diventa così non solo la sua città
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