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MOSTRE

Gunter Böhmer illustratore e artista

Nell'omonima Fondazione opere, documenti, lettere e fotografie del fondo dell'autore

«Senza titolo» di Gunter Böhmer, 1933. Cortesia della Fondazione Ursula e Gunter Böhmer, Collina d’Oro

Dopo il grande successo di pubblico della mostra nel Complesso Monumentale della Pilotta a Parma lo scorso autunno, non mancano occasioni per approfondire l’opera dell’artista tedesco Gunter Böhmer (Dresda, 1911-Montagnola, 1986). È sufficiente recarsi alla Fondazione Ursula e Gunter Böhmer, costituita nel 1996 con un patrimonio di 2.785 opere, tutte catalogate, tra oli, acquerelli e opere grafiche, più una decina di migliaia di disegni preparatori a documentare la poetica e il successo della sua produzione.

Tra gli anni Trenta e Sessanta Böhmer realizzò circa 500 copertine e illustrò oltre 200 libri di alcuni tra i più importanti autori della letteratura mondiale. Ma più che un illustratore, è un artista a tutti gli effetti. Le sue immagini non sono subordinate al testo, ma legate a esso da un rapporto di simbiosi e sinergia, raggiunto con decine di schizzi e varianti per ogni singolo disegno da destinare alla pubblicazione. La dimensione emozionale e spirituale del suo lavoro ha radici nell’Espressionismo tedesco, base della sua formazione.

Con questo spirito illustrò libri di Georg Büchner, Gustave Flaubert e William Faulkner, solo per citarne alcuni. La Fondazione ne conserva in sede copie di pregio con grafica originale e sul sito, gunterboehmer.com, l’archivio in versione digitale, con le opere consultabili per tema, tecnica o anno di esecuzione.

Sono stati inventariati e resi accessibili anche i numerosissimi documenti, lettere e fotografie del fondo, che documentano i rapporti dell’artista con gli autori ed editori tra cui Giovanni Mardersteig, fondatore dell’Officina Bodoni per cui l’artista realizzò le litografie de L’oleandro di Gabriele D’Annunzio e gli acquerelli delle Visioni d’Italia di Giosuè Carducci, entrambi nel 1936.

Tra i legami più forti quello con Hermann Hesse; fu proprio l’ambiente culturale che ruotava intorno allo scrittore a indurre Böhmer a trasferirsi in Cantone Ticino dalla Germania, dove aveva studiato all’Accademia di Dresda e Berlino, allievo di Emil Orlik e Hans Meid.

Un’amicizia nata per l’intraprendenza di Böhmer, che nel 1933, a soli a 22 anni, contattò Hesse per via epistolare. Quando lo scrittore lo invitò a raggiungerlo, Böhmer scelse di stabilirsi nel distretto di Lugano, a Gentilino, nella Collina d’Oro vicino all’abitato di Montagnola dove ha sede la Fondazione.

Mariella Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

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