Gualino grandissimo collezionista

L’incredibile vita dell'imprenditore e mecenate tra arte, architettura e industria

«Ritratto di Riccardo Gualino» (1922) di Felice Casorati, collezione privata (particolare)
Alessandro Martini |  | Torino

È dal 1982, quando Palazzo Madama ospitò «Dagli ori antichi agli anni Venti. Le collezioni di Riccardo Gualino», che Torino attendeva una grande mostra su Gualino (1879-1964), a lungo certamente dimenticato e per alcuni addirittura un figlio «rinnegato». Uno di quei protagonisti (nel mondo dell’impresa e dell’arte, del collezionismo e del mecenatismo, della politica, musica, cinema, teatro e di tantissimo altro) che altrove sarebbero non solo studiati ma al centro del pubblico interesse.

Onore quindi ai Musei Reali che, conservando parte della straordinaria Collezione Gualino negli spazi della Galleria Sabauda, hanno promosso «I mondi di Riccardo Gualino. Collezionista e imprenditore», curata da Annamaria Bava e Giorgina Bertolino e fino al 3 novembre allestita nelle Sale Chiablese. È l’ennesimo appuntamento in cui i Musei Reali, diretti da Enrica Pagella, mettono a frutto la propria
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