Grasso è bello

Arabella Cifani |

Botero mette allegria e paura insieme. Le sue figure tondeggianti, che i collezionisti meno avveduti scambiano per persone grasse e simpatiche mentre invece sono anche molte altre cose, piacciono proprio. Tornano in mente i personaggi straordinari di  García Márquez, ricchi di sentimenti profondissimi ed essenziali, misteriosi e immoti come idoli sudamericani, con occhi fissi e spesso strabici, perché in realtà non hanno bisogno di guardare nulla: semplicemente esistono. 

La loro corporeità non impedisce che siano spesso immagini pesantemente ironiche e corrosive, intrise di un senso di morte che nasce da una carne pesante e fragile insieme, che però è difficile scalfire.

Il recente volume edito da Skira e curato da Rudy Chiappini, che raccoglie i dipinti di Botero fra 1959 e 2015, ce li sciorina davanti in bellissime e grandi foto e fra esse occhieggia più volte nella prima parte l’enigmatico volto del
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