Grafismi fin de siècle

A Palazzo Attems Petzenstein la riscoperta di Josef Maria Auchentaller

Josef Maria Auchentaller «Grosser Festcorso und Frühlingsfest», 1899
Camilla Bertoni |  | Gorizia

La «riscoperta» di un artista che visse la sua feconda carriera professionale tra la Vienna secessionista e Grado, «spiaggia dell’Impero» e nascente località turistica. Una riscoperta iniziata nel 2008, con la mostra «Josef Maria Auchentaller. Un secessionista ai confini dell’Impero (1865-1949)» e che continua oggi con «Vienna 1900. Grafica e design. Josef Maria Auchentaller e i protagonisti della Secessione» in programma a Palazzo Attems Petzenstein fino al 9 maggio, a cura di Raffaella Sgubin e Roberto Festi, con la collaborazione di Chiara Galbusera.

Un percorso per aree tematiche che si svolge al piano terra del complesso museale con le opere grafiche originali realizzate per «Ver Sacrum» e i relativi fascicoli a stampa, i libri illustrati da Carl Otto Czescha, Heinrich Lefler, Joseph Urban, Ferdinand Andri o i manifesti litografici firmati, tra gli altri, da Gustav Klimt e Koloman Moser dalla Raccolta Salce del Museo di Treviso.

Tra le opere d’arte applicata, dove si realizzava l’auspicato incontro tra arte e artigianato nell’idea fondante di opera d’arte globale, sono esposti i gioielli e gli oggetti d’uso creati da Auchentaller per la ditta viennese Georg Adam Scheid o quelli disegnati da Hans Bolek e Leopold Drexel e realizzati dalla manifattura Oskar Dietrich. Tra i tessuti molti pezzi inediti provenienti dall’archivio della ditta viennese Backhausen.

La mostra è accompagnata dal volume bilingue italo-tedesco curato da Roberto Festi e Chiara Galbusera Josef Maria Auchentaller e la rivista «Ver Sacrum» dedicato alla grafica di ispirazione floreale utilizzata dall’artista nelle sue opere di design.

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