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Go-Go non si ferma più

Larry Gagosian lancia una società di art advisory indipendente dalla galleria

Larry Gagosian. Foto David Crotty/Patrick McMullan

New York. Il gallerista settantatreenne Larry Gagosian lancia Gagosian Art Advisory, una nuova società di consulenza artistica a New York, nominando a capo della nuova venture Laura Paulson, fino al 2017 presidente globale del dipartimento di Arte del XX secolo di Christie’s. Secondo «The Wall Street Journal», la nuova società di consulenza «gestirà, conserverà e valuterà collezioni e proprietà».

La galleria non ha commentato se la nuova società opererà privatamente nel mercato secondario, ma l’ampliamento di Gagosian è indicativo di un mercato nel quale i confini tra i cosiddetti consulenti d’arte, che non detengono azioni, e il mercato sono sempre più indistinti.

A quanto risulta la nuova società avrà ufficio, personale, dominio internet e database personale, separati da quelli della galleria. Avrà sede nei quartier generali newyorkesi di Gagosian. Come molti altri mercanti d’arte contemporanei, negli ultimi anni Gagosian ha rimpolpato la sua scuderia con proprietà redditizie, tra cui alcune delle più importanti al mondo: Pablo Picasso, Alberto Giacometti e Henry Moore, per citarne alcune.

Tra le ultime aggiunte Tom Wesselmann e Franz West (quest’ultimo protagonista di un’accesa battaglia legale). Ma Gagosian è da tempo un pioniere sul mercato della rivendita. In un articolo sulla rivista «7 Days» pubblicato nel 1989 e intitolato «Larry Gagosian, Art’s Bad Boy», Deborah Gimelson scriveva: «Lo chiamano mercante ma è più un broker dal momento che si è costruito la reputazione vendendo arte di terzi a prezzi più concorrenziali rispetto agli altri mercanti». Descrivendo il modus operandi di Gagosian come «più caratteristico degli imprenditori immobiliari e dei produttori cinematografici che non dei cauti mercanti d’arte», Gimelson aggiungeva che è «il solo mercante indipendente in grado di competere con le case d’asta nell’attuale frenetico mercato dell’arte. In un certo senso Gagosian è un prodotto del suo tempo. Non è tanto interessato a trovare un giovane e brillante artista che sgobba in una soffitta. È interessato a vendere il lavoro dell’artista una volta che lo ha realizzato ed è stato comprato. La rivendita è dove si fanno i soldi. Ed è proprio nella rivendita, o nel mercato secondario, come viene chiamato, che Gagosian è un vero genio».

In un’ulteriore riorganizzazione della sua attività, Gagosian ha promosso il suo direttore Andrew Fabricant, marito di Laura Paulson, alla nuova posizione di chief operating officer. In questo nuovo ruolo Fabricant sovrintenderà la gestione giornaliera della galleria, comprese le negoziazioni di leasing, le visite degli studi e le vendite.

La nomina ha riacceso il dibattito su chi prenderà le redini una volta che Gagosian si ritirerà. Tuttavia, il mercante ha dichiarato a «The Wall Street Journal» che resterà «impegnato come sempre» nella sua società, negando che questa decisione indichi un volersi ritirare dalla scena. Gagosian ha inoltre istituito un comitato di consulenza di 24 tra direttori e professionisti senior «come riconoscimento del loro significativo contributo alla società».

Anny Shaw, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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