Gliubich è la prima casa d’aste in Abruzzo

Aperta a L’Aquila in Palazzo Cipolloni, grazie a uno staff giovane punta su antiquariato, arte moderna e contemporanea, oltre che gioielli, orologi e auto d’epoca

Veduta interna delle sale della casa d'aste Gliubich in Palazzo Cipolloni a L'Aquila
Stefano Miliani |  | L'Aquila

Nei saloni affrescati al piano nobile di un bell’edificio ristrutturato sul corso Vittorio Emanuele a ridosso di piazza Duomo nel centro de L’Aquila, Palazzo Cipolloni Cannella, quello dove al piano terra alloggia la storica libreria Colacchi, a fine 2021 ha aperto la Gliubich Casa d’Aste: un esordio e un altro segnale di una graduale rinascita culturale della città.

L’amministratore unico e fondatore è Gianluca Gliubich, antiquario figlio di un antiquario aquilano, nato nel 1968, con nonni croati (da lì il cognome), che ha lavorato per anni a Roma e a Parigi. Come settori di riferimento la società guarda in prevalenza ad antiquariato, arte moderna e contemporanea, poi gioielli, orologi e auto d’epoca, ma Gliubich non pone limiti: il 26 aprile infatti vengono battuti in asta manoscritti, libri antichi e disegni, cui seguiranno a maggio antiquariato e dipinti antichi.

Tra i lotti in catalogo nell’asta «Libri antichi, incisioni e disegni» figurano un disegno di Giorgio Vasari, «L’Incoronazione della Vergine», con un prezzo di partenza di 8.800 euro, lo stesso previsto per un’incisione di Albrecht Dürer, «Le insegne della morte», l’incunabolo Supplementum Summae Pisanellae di Niccolò da Osimo (da 3.800 euro), uscito nel 1474 dai torchi di Franz Renner e Nicolaus von Frankfurt, il volume in folio Roma Subterranea Novissima di Antonio Bosio stampato nel 1659 e contenente oltre 200 tavole di illustrazioni (da 3mila euro), e un manoscritto di gnomonica con disegni a partire da mille euro.

«Essendo la prima casa d’aste in Abruzzo, puntiamo a un bacino abbastanza ampio, il centro sud, dalle Marche alla Puglia, e possiamo superare le barriere fisiche grazie al web», spiega il titolare. Gliubich punta molto sulla squadra: «Abbiamo dieci giovani professionisti, molto motivati. In una casa d’aste giovane si può fare tutto, dall’a alla zeta, piuttosto che solo poche cose come in una realtà grande. Abbiamo assunto laureati, laureandi, studenti, il fotografo, il grafico. Avere menti fresche forse è stata l’idea migliore, perché i giovani hanno una marcia in più soprattutto in campo tecnologico. Di ogni opera pubblichiamo schede e storia per far capire che qui lavora una struttura che garantisce la veridicità».

Come valuta i primi mesi di attività? «L’entusiasmo riscontrato mi fa pensare di aver acceso la macchina al momento giusto». E sulla scelta dell’Aquila come sede l’antiquario risponde: «In questi saloni si potrebbe girare un film come “Il Gattopardo”. Ma il ragionamento è stato più personale che di strategia: ho voluto aprire in una città che viene ristrutturata e diventa bella».

© Riproduzione riservata Gianluca Gliubich, amministratore unico e fondatore della casa d'aste Gliubich
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