Gli artisti russi che sfidano l’omofobo Putin

C’è una nuova barzelletta: «Hai letto “Operazione militare speciale e pace” di Tolstoj?». Ma molti russi non la capiscono

«Kissing Policement» (2005) di Blue Noses
Anna Somers Cocks |

C’è una nuova barzelletta russa: «Hai letto “Operazione militare speciale e pace” di Tolstoj?». Ma molti russi non la capiscono, tanto forti sono il sostegno a Putin e la sua propaganda. Non dobbiamo dimenticare che anche i cittadini russi sono vittime della terribile guerra del loro presidente.

Soprattutto, dovremmo ricordare coloro che dall’inizio della guerra, il 24 febbraio, sono stati messi a tacere da una censura sempre più rigida, dal rischio di perdere il lavoro e dalla minaccia del carcere. Per onorare i coraggiosi artisti che si sono opposti da quando, nel 1999, Putin è salito al potere ecco «Kissing Policemen (An Epoch of Clemency)» (nella foto in alto, un particolare), un lavoro del 2005 del duo Blue Noses di Novosibirsk, ovvero Alexander Shaburov e Viacheslav Mizin, che dichiarano il proprio omaggio ai «Kissing Coppers» di Banksy del 2004.

Per rendere i due poliziotti che si baciano ancora più provocatori, li hanno ritratti in una foresta di betulle siberiane, un archetipo della «russità», abitata da orsi e virili cavalieri a torso nudo. Putin odia l’omosessualità. Il giorno in cui i suoi carri armati sono entrati in Ucraina ha dichiarato che la sua è una «crociata di moralità». L’Occidente, ha detto, ha «cercato di distruggere i nostri valori tradizionali e di imporci [...] gli atteggiamenti che sono stati aggressivamente imposti nei loro Paesi, atteggiamenti che stanno portando direttamente al degrado e alla degenerazione, perché contrari alla natura umana». Molti intellettuali e artisti hanno lasciato la Russia; il collettivo Blue Noses rimane.

Guerra Russia-Ucraina 2022

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Anna Somers Cocks