Giorno per giorno nell’arte | 4 gennaio 2023

Svolta nella riforma tedesca sulla restituzione delle opere saccheggiate dai nazisti • Scoperte in Kazakistan due fibbie d’oro di 1.500 anni fa • Inaugurato in provincia di Enna il centro cultuale di Centuripe • All’asta le armature di Chris Levett, finanzieranno il rebranding del suo museo • La giornata in 11 notizie

Un’opera di Alia Farid © Kunsthalle Basel
Redazione |

In Germania va avanti la riforma sulla restituzione delle opere saccheggiate dai nazisti
Il ministro della Cultura tedesco Claudia Roth sta implementando una serie di modifiche per facilitare la restituzione delle opere d’arte saccheggiate dai nazisti, ma la sua proposta di aumentare i poteri della commissione consultiva nazionale incontra la resistenza della Baviera. Dal 1988, anno del Washington Principles, le linee guida internazionali sulla gestione delle denunce, in Germania sono state restituite agli eredi più di 7mila opere, la maggior parte proviene da collezioni pubbliche. La riforma di Roth include un’estensione del mandato della commissione consultiva, consentendo anche a una sola delle due parti di sottoporre una controversia. Al momento, invece, entrambe le parti devono concordare di sottoporre la controversia al comitato, motivo per cui la commissione ha emesso solo 23 raccomandazioni in 20 anni. Da gennaio, qualsiasi museo che si rifiuterà di partecipare alla commissione non potrà più beneficiare dei finanziamenti del Governo federale. [Catherine Hickley]

La collezione di armature antiche di Chris Levett all’asta per finanziare il rebranding del suo museo
«Si stima che la seconda asta della collezione di manufatti di Levett frutterà più di 3,4 milioni di dollari», scrive Adam Schrader su «Artnet». La vasta collezione di armi e armature antiche proviene dalla collezione del Museo d’Arte Classica di Mougins in Francia. L’asta è prevista per il 30 gennaio da Christie’s a New York e comprenderà 40 lotti. «Si stima che la vendita incasserà tra i 3,4 e i 5,1 milioni di dollari. Il Museo d’arte classica di Mougins è stato fondato nel 2011 da Christian Levett, commerciante di materie prime diventato collezionista d’arte, che ha discusso dell’imminente rinnovamento dell'istituzione come Femmes Artistes du Musée de Mougins (Donne artiste del Museo di Mougins). Il lancio del nuovo museo è previsto per giugno di quest’anno», prosegue Adam Schrader. [Redazione]

Giordania: importanti restauri a Jerash
Jerash, detta la «Pompei d’Oriente», ma meno nota ai visitatori, ha messo in atto progetti e programmi di restauro dei magnifici monumenti romani, con la collaborazione dell’Istituto Regionale per la Conservazione e il Restauro di Jerash dell’Università degli studi di Roma 3. A partire dal 130 d.C. Jerash (Gerasa) divenne il cuore dell’impero romano grazie ad Adriano, che fece costruire templi e monumenti sepolti dalla sabbia fino al XIX secolo, quando la città fu riscoperta da esploratori europei. I primi lavori riguardano l’imponente arco di Adriano, alto 11 metri e l’ippodromo ben conservato, lungo 244 metri, che ospitava 15mila spettatori. Si passerà poi all’imponente «teatro sud» del I secolo d.C. e al tempio di Zeus, circondato da gigantesche colonne corinzie alte 15 metri, e al sontuoso ninfeo con i famosi quattro pesci che si baciano mentre dai loro occhi sgorgano perle d’acqua. A Jerash sono state già riportate alla luce quindici chiese bizantine. [Tina Lepri]

Scoperte in Kazakistan due fibbie d’oro di 1.500 anni fa
Gli ornamenti contengono la prima rappresentazione conosciuta di un «khagan» (una figura reale), vissuto probabilmente nel VI secolo, di Göktürk, una confederazione nomade di popoli di lingua turca che occupò la regione per circa tre secoli. «Le placche d’oro raffigurano il sovrano incoronato, seduto su un circondato da servi, documentando la natura sacra del potere nell’antica società turca. I reperti provengono dal sito di Eleke Sazy vicino ai remoti confini orientali del Kazakistan con Cina, Mongolia e Siberia russa», si legge su «Live Science». Le due placche d’oro sono state rinvenute nella camera centrale della tomba dove fu cremato il principe, probabilmente appartenuto al clan reale Ashina dei khagan, che in antico turco significa «sovrano» e da cui deriva la parola «khan». [Redazione]

L’outing della Vancouver Art Gallery sui falsi di Mac Donald’s
La Vancouver Art Gallery (VAG) ha riconosciuto ufficialmente che dieci oli di JEH MacDonald’s acquisiti nel 2015 sono dei falsi. L’outing si completa con la mostra retrospettiva dedicata a MacDonald, noto cofondatore di origine inglese del Gruppo dei Sette canadese. Intitolata «JEH MacDonald? Un giardino intricato» (fino al 12 maggio), la mostra illustra la metodologia forense utilizzata per determinare se le opere sono autentiche, oltre a mostrare la collezione Gruppo dei Sette del VAG e meditare sul significato e il valore dell’autenticità. Il Gruppo dei Sette, il gruppo canadese di artisti all’inizio del XX secolo è noto per le opere che hanno aiutato il giovane e vasto Paese a costruirsi un’identità nazionale. La storia del ritrovamento dei bozzetti contraffatti di MacDonald è raccontata in una galleria adiacente tramite un video di 13 minuti in cui l’ex curatore senior, Ian Thom, che ha portato le opere nella collezione della galleria, spiega pubblicamente per la prima volta cosa è successo.

Una nuova analisi a raggi X rivela uno strato nascosto di piombo nella «Ronda di notte» di Rembrandt
Il capolavoro del 1642, custodito al Rijksmuseum ad Amsterdam, in studio e restauro dal 2019, vedi il nostro precedente approfondimento, è il dipinto più grande di Rembrandt giunto sino a noi; noto per l’uso di luci e ombre, è stato soggetto nei secoli a numerose alterazioni chimiche, meccaniche e ad altri interventi. Le ultime analisi, i cui risultati sono stati pubblicati da «Live Science», condotte con nano-tomografia correlata che utilizza la fluorescenza a raggi X e la pitcografia, hanno messo in luce: «uno “strato” contenente piombo, finora sconosciuto, che probabilmente agisce come uno strato protettivo di impregnazione applicato sulla tela prima che fosse applicato il terreno di argilla e quarzo. Questo strato potrebbe spiegare la presenza di sporgenze di sapone di piombo in aree in cui non sono presenti altri componenti di piombo». [Redazione]

Ian Wardropper andrà in pensione nel 2025 con la nuova Frick Collection
Sarà la presentazione dei risultati degli imponenti lavori di ristrutturazione l’ultimo atto di Ian Wardropper come direttore della Frick Collection di New York. In carica da 13 anni ha infatti annunciato che andrà in pensione nel 2025, in tempo per presentare il restyling e l’ampliamento da 195 milioni di dollari, con la supervisione di Selldorf Architects, che aggiungerà decine di migliaia di metri quadrati di spazio al museo, consentendo di implementare notevolmente l’esposizione della collezione permanente, che include opere di Jean-Honoré Fragonard, Johannes Vermeer, Bronzino e di molti altri antichi maestri insieme a interventi di artisti contemporanei. [Redazione]

Futurismo in tv, due documentari in onda su Rai5
Giovedì 4 gennaio alle 19,25 su Rai5 va in onda «Balla, il signore della luce», il documentario prende spunto dal ritrovamento nel 2018 dei dipinti murali che Giacomo Balla aveva realizzato per il Bal Tik-tak, il cabaret romano degli anni ’20, e dal disvelamento dell’archivio privato dell’artista, rinvenuto nella sua abitazione di via Oslavia a Roma. Venerdì 5 gennaio alle 19,10 sempre su Rai5 è la volta di « Formidabile Boccioni», documentario di Rado Franco che analizza la rappresentazione fisica del movimento e i rapporti fra oggetti e spazio nell’arte di Umberto Boccioni, tra i più influenti artisti del XX secolo. [Redazione]

Chiude il 7 gennaio, per ristrutturazione, il MAMAC Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Nizza
Riaprirà nel 2025 insieme alla nuova parte della Promenade des Anglais. I lavori coinvolgeranno sia l’esterno che gli interni, prevedono un nuovo accesso, rinnovamenti e restyling in tutti e cinque i piani espositivi, che saranno anche dotati di nuovi strumenti tecnologici, e sarà rinnovata anche la biblioteca. Le opere della collezione saranno presto al centro di un programma di esposizioni itineranti, che permetterà di poterne fruire anche durante la chiusura del museo. Inaugurato nel giugno 1990, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea custodisce 1.300 opere di più di 300 artisti attivi dalla fine degli anni Cinquanta ai giorni nostri. [Redazione]

Inaugurato il centro culturale di Centuripe
Apre a Centuripe, Enna, il «Purgatorio», primo centro culturale dedicato all’arte contemporanea, con la mostra del pluripremiato fotografo del National Geographic, Michael Yamashita, visibile dal 6 gennaio al 5 maggio intitolata «Sulle tracce di Marco Polo». Partendo dall’Italia, patria di Marco Polo, Yamashita ripercorre le orme del mercante e grande esploratore «Per restituire l’essenza più profonda di terre antiche e del loro lascito millenario ancora visibile e vibrante». Quando non viaggia, il fotografo vive nel New Jersey ed è un vigile del fuoco volontario. [Tina Lepri]

Mostre aperte
Proseguono alla Chisenhale Gallery a Londra, fino al 4 febbraio e al Museo Nazionale Cardiff e altre sedi, fino al 25 febbraio, le mostre dell’artista kuwaitiano-portoricana Alia Farid (Kuwait City, 1985), tra gli artisti selezionati per la decima edizione della biennale Artes Mundi. Il lavoro multidisciplinare dell’artista kuwaitiana-portoricana descrive le storie complesse e frammentate di queste regioni e il modo in cui stili, simboli, rituali e dispositivi sociali si fondono attraverso i continenti, dalla ripresa di un festival di pescatori sull’isola di Qeshm nel Golfo Persico all’installazione di un frutteto di repliche di palme da dattero realizzate con componenti meccanici sulla terrazza del Whitney Museum a New York. Il desiderio è di mettere in primo piano spesso emarginate o oscurate dal Nord del mondo. Esaminando comunità specifiche e storie vissute e concentrandosi su pratiche e tradizioni locali, Farid non solo traccia il movimento delle persone, ma rivela anche come oggetti quotidiani, stili architettonici e ornamenti siano stati modellati e adattati dalle storie coloniali e dallo sfruttamento delle risorse naturali. Farid è stata nominata per il premio Artes Mundi 10 di e per la mostra del premio, a Cardiff, sta esponendo lavori sull’impatto, sociale, politico, storico ed ecologico, delle industrie estrattive nel sud dell’Iraq e nel Kuwait. [Louisa Buck]

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