Giorno per giorno nell’arte | 28 dicembre 2023

Bige Örer si dimette da direttrice della Biennale di Istanbul • Ritardi e rischio flop per Agrigento capitale della cultura 2025 • Scoperti a Pingtan i resti di una civiltà austronesiana antica oltre 7mila anni • In Cina i nuovi musei si fanno nei centri commerciali • Morto a 68 anni Pope.L.• La giornata in 13 notizie

Pope.L. durante una delle performance della serie «Crawl» (1978-2001) a New York
Redazione |

Si dimette Bige Örer, direttrice della Biennale di Istanbul
La direttrice della Biennale di Istanbul Bige Örer ha annunciato le sue dimissioni, lascerà l’incarico a metà gennaio. Tra le possibili cause la disputa sulla nomina di Iwona Blazwick a curatrice dell’edizione 2024, scelta da İksv, la Fondazione per la Cultura e le Arti di Istanbul che amministra la biennale. A febbraio il comitato consultivo della Biennale di Istanbul aveva infatti scelto all’unanimità la curatrice turca Defne Ayas come miglior candidata per curare la prossima biennale. L’İksv ha invece nominato Blazwick, ex direttrice della Whitechapel Gallery a Londra, nonché membro del comitato consultivo incaricato di scegliere un curatore per la biennale. Secondo alcuni addetti ai lavori Ayas è stato giudicato troppo rischiosa per i suoi precedenti riferimenti al genocidio armeno, che il Governo turco nega. Un portavoce di İksv afferma che «questa decisione non è legata al processo di selezione del curatore. Bige Örer ha preso questa decisione in relazione al proprio percorso professionale e agli obiettivi futuri». [Gareth Harris]

Sgravi fiscali: ai Musei del Regno Unito opere per 52 milioni di sterline
I musei del Regno Unito acquisiscono opere di Damien Hirst e Claude Monet nell’ambito delle politiche di sgravi fiscali. Più di 40 oggetti per un valore di oltre 52 milioni di sterline sono assegnati a varie istituzioni di livello nazionale, tra questi un bronzo rinascimentale in miniatura da 10,5 milioni di sterline. Lo ha annunciato l’Arts Council England (ACE). I collezionisti Richard e Julia Anson, per esempio, hanno assegnato «Head of Helen Gillespie» di Frank Auerbach (1962-64) alla National Portrait Gallery di Londra (l’opera ha un valore fiscale di 1,46 milioni di sterline). L«’Epte à Giverny» di Monet (1884), della collezione di Mary Elliot-Blake, è stato assegnato alla Walker Art Gallery di Liverpool. L’oggetto più prezioso, del valore di 10,5 milioni di sterline, è invece una miniatura di un’antica statua greca in marmo di Apollo (L’Apollo Belvedere di Pier Jacopo Alari-Bonacolsi, del 1520 ca) che andrà al museo Fitzwilliam di Cambridge. Il bronzo era di proprietà del  promotore immobiliare Cecil Lewis e di sua moglie Hilda. [Gareth Harris]

Jack Lang rieletto presidente dell’Institut du Monde Arabe
L’84enne, unico candidato in corsa, è al quarto mandato da presidente all’Institut du Monde Arabe (Istituto del mondo arabo, IMA) di Parigi, che guida dal 2013. È stato rieletto all’unanimità per altri tre anni da un consiglio di 14 ambasciatori e personalità arabe nominati dal Governo francese, con il sostegno del presidente Emmanuel Macron. Jack Lang ha recentemente espresso il suo sostegno agli artisti palestinesi e alle vittime della guerra a Gaza. Di fronte all’intenzione del ministro degli Interni Gérald Darmanin di vietare ogni manifestazione di piazza filo-palestinese, Lang ha prolungato fino al 31 dicembre una stagione palestinese con conferenze e dibattiti nonché una mostra proveniente dalla collezione del Museo Nazionale Museo della Palestina in esilio. Jack Lang ha annunciato il progetto di allestire un Museo d’arte araba nell’edificio di Jean Nouvel sulle rive della Senna, ha sviluppato attività educative e ha offerto l’ingresso gratuito ai giovani sotto i 27 anni (secondo il sito IMA, il progetto di un Museo Palestinese prevede la costituzione di una collezione «solidarietà», comprendente le donazioni di alcuni artisti occidentali). L’Institut du Monde Arabe conta circa 700mila visitatori ogni anno e un budget compreso tra 25 e 28 milioni di euro, di cui 12 milioni di euro finanziati dallo Stato francese e il resto tramite flussi commerciali. [Vincent Noce]

Doctor Against Genocide annulla evento al Museo dell’Olocauso
Dopo le proteste scoppiate sui social media il gruppo di professionisti e attivisti, Doctor Against Genocide, associazione di medici che protestano contro il genocidio a Gaza, annulla l’evento programmato nel Museo dell’Olocausto a Washington DC per il 28 dicembre. Recentemente formatosi in risposta alle azioni di Israele a Gaza, in seguito agli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre, Doctor Against Genocide aveva programmato di incontrarsi al museo la mattina del 28 dicembre e poi di riunirsi alle 15 davanti alla Casa Bianca. In molti si sono scagliati contro l’iniziativa additando la strumentalizzazione dell’Olocausto: «Il nostro Museo è il memoriale nazionale dei sei milioni di ebrei uccisi dalla Germania nazista e dai suoi collaboratori. È profondamente offensivo per i sopravvissuti e per la memoria delle vittime sfruttare la storia dell’Olocausto». Doctor Against Genocide ha spiegato che: «l’evento pianificato aveva lo scopo di esprimere la totale empatia per le vittime dell’Olocausto e di portare consapevolezza sulla violenza a Gaza. Siamo contrari a tutte le forme d’odio e ci siamo ispirati alla dichiarazione del Museo dell’Olocausto secondo cui è possibile intraprendere azioni per prevenire i genocidi». [Redazione]

Scoperti a Pingtan i resti di una civiltà austronesiana antica oltre 7mila anni
Sull’isola di Pingtan, nella provincia cinese sudorientale del Fujian, gli archeologi hanno recentemente scoperto insediamenti di popolazioni austronesiane risalenti a 7.300 anni fa. Secondo quanto riferito dal «China Daily», erano abitati da una popolazione che si estendeva dalla Cina meridionale al sud-est asiatico. Al centro della scoperta il sito archeologico di Xiying, datato dall’Amministrazione nazionale del patrimonio culturale cinese tra i 6.500 e 7.300 anni fa: qui sono stati rinvenuti resti di case, ossa umane, manufatti in pietra e reliquie di ceramica. L’analisi delle ossa umane supporta la teoria secondo cui i popoli austronesiani, che ora risiedono a Taiwan, nel sud-est asiatico, in Oceania e in altre regioni, hanno avuto origine nella Cina meridionale. Secondo la National Cultural Heritage Administration, le migrazioni austronesiane iniziarono 6mila anni fa e continuarono fino a circa mille anni fa. Oggi circa 400 milioni di persone parlano circa 1.200 lingue austronesiane. [Redazione]

Ritardi e rischio flop per Agrigento capitale della cultura 2025
«Agrigento capitale della cultura 2025 rischia il flop tra polemiche e ritardi. A distanza di otto mesi dalla proclamazione manca ancora la fondazione. Non basta il primo via libera allo statuto del consiglio comunale di Agrigento», scrive su «Il Sole 24 Ore» Nino Amadore. A distanza di otto mesi dalla proclamazione nessun cantiere è stato avviato e non risulta nemmeno ancora istituita la Fondazione che si deve occupare di gestire i fondi, nonostante sia già arrivato un mese fa il primo via libera allo statuto del consiglio comunale di Agrigento. «Cresce soprattutto la preoccupazione tra gli imprenditori: il dossier di candidatura prevedeva opere (in corso o da realizzare) per un totale di quasi 150 milioni, ma soprattutto dava una proiezione di crescita turistica del 30% rispetto ai 2019 (394.191 arrivi, 1.129.987 presenze», si legge su ilgiornaleconomico.it. [Redazione]

Inaugurato il nuovo Hangzhou Central Art Museum
Inaugurato lo scorso 22 dicembre nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, il nuovo museo gestito congiuntamente dal centro commerciale Hangzhou Center e dalla China Academy of Art rappresenta un nuovo modello di approccio all’arte e al mercato. Pechino e Shanghai ospitano già un gran numero di centri commerciali che espongono opere d’arte, sculture e installazioni, provenienti per la maggior parte da collezioni di aziende private. Nel Hangzhou Central Art Museum però «si ospiteranno mostre in prestito da gallerie o realizzate appositamente da artisti, e produrremo inoltre mostre ricche e ambiziose adatte al centro commerciale», spiegano dal museo. Fino a maggio prosegue l’esposizione inaugurale «Embark Hang», con 100 opere di 40 importanti artisti cinesi. «Oggi i complessi commerciali sono considerati luoghi appropriati per esporre gli stili di vita moderni e le opere d’arte d’avanguardia della città. L’integrazione tra cultura e impresa è una tendenza irreversibile nel mondo commerciale. Questo museo è più radicato e in contatto con la gente. Sta costruendo un ponte tra la torre d’avorio dell’arte e il mainstream del mercato». È una forma di museo per un’arte più orientata alla vita, finalizzata a promuovere profonde innovazioni nella società. [Redazione]

Cento anni di restauri ai Musei Vaticani
I Musei Vaticani inaugurano con 37 opere un itinerario lungo un anno con la mostra «Oltre la Superficie» che festeggia il centenario della nascita del Laboratorio di Restauro. Occasione originale per scoprire i piccoli e grandi segreti contenuti nelle opere, come la goccia di colore rosso caduta sul volto dell’Angelo nell’affresco «Liberazione di San Pietro» di Raffello, ricoperto con un ritocco a secco. Si possono distinguere particolari minuti che sfuggono a occhio nudo: sulla tavola con il «San Girolamo» si vedono distintamente le impronte digitali di Leonardo da Vinci. Nella sua unica opera conservata a Roma, Leonardo si servì delle dita e del palmo della mano per stendere il colore ottenendo un sorprendente effetto sfumato. Interessanti i diari di Gianluigi Colalucci a lungo direttore del Laboratorio di Restauro dipinti dei Musei, che fra il 1980 e il 1994, guidò l’eccezionale impresa del restauro della Cappella Sistina. [Tina Lepri]

La Santa Sede all’EXPO di Osaka nel 2025
Si svolgerà a Osaka in Giappone dal 13 aprile al 13 ottobre 2025, il Commissario generale sarà Monsignor Rino Fisichella, il tema scelto per l’edizione è «Designing Future Society for Our Lives», con tre sottotemi: «Saving Lives», «Empowering Lives» e «Connecting Lives». La Santa Sede, grazie alla collaborazione con il Padiglione Italia, sarà presente all’evento con uno spazio riconoscibile per organizzare eventi culturali e importanti mostre d’arte. «Il titolo del Padiglione della Santa Sede sarà “La Bellezza porta Speranza», attraverso un’esplorazione dell’arte e dell’estetica, spiegano dalla Santa Sede, il Padiglione si propone di trasmettere il concetto profondo che la bellezza, intesa in molteplici sfaccettature, può essere una fonte di ispirazione e speranza per la costruzione di una società futura più armoniosa e partecipata». [Redazione]

Su Sky Arte la storia e la riscoperta di Botticelli
Va in onda stasera 28 dicembre su Sky Arte alle 21,15 il docufilm «Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza». Concepito e scritto da Francesca Priori, illustra la storia, l’arte e la successiva riscoperta nel XIX secolo dell’autore rinascimentale. «Diretto da Marco Pianigiani, con la voce narrante di Jasmine Trinca, la pellicola accompagna lo spettatore in un affascinante itinerario attraverso i capolavori di Botticelli conservati a Firenze, dalle meravigliose Madonne agli antichi dei della mitologia ellenica, fino alle pitture dell’Inferno dantesco. Attraverso le testimonianze di esperti, studiosi e storici dell'arte internazionali, il film restituisce un emozionante ritratto del maestro fiorentino, esaminando il suo inconfondibile linguaggio, fatto di figure longilinee e curve armoniose. A rivivere, inoltre, è la Firenze di Lorenzo de’ Medici che, in quel periodo, visse il suo massimo splendore trasformandosi in un vero e proprio museo a cielo aperto», spiegano da «Sky Arte». [Redazione]

Mostre aperte
«U2: UV Achtung Baby Live» allo Sphere, Las Vegas, fino al 2 marzo 2024, fonde, nel tempio della videoarte, arte contemporanea, animazione ed effetti speciali in uno spettacolo puro. È il programma video inaugurale allo Sphere, la nuova sala concerti a Las Vegas progettata per competere con la teatralità del tour rinascimentale di Beyoncé e con le coinvolgenti esperienze di Van Gogh. Con un ampio schermo avvolgente di 15mila metri quadrati che nasconde quasi 160mila altoparlanti, lo Sphere è stato pubblicizzato dai suoi creatori di MSG come lo schermo LED più grande al mondo e persino come un «nuovo mezzo» . Ma in realtà si tratta di un genere piuttostoconsolidato, poiché è stato subito ribattezzato come uno dei luoghi più grandi al mondo per la videoarte. Sviluppato dal direttore creativo di lunga data degli U2, Willie Williams, il programma visivo presenta, insieme a numerose immagini ingrandite di Bono e della banda, il lavoro di quattro artisti contemporanei: l’omaggio a Elvis di Marco Brambilla King Size , l’omaggio alle specie in via di estinzione di Es Devlin Nevada Ark , esempi dalla serie Flag di John Gerrard e alcune immagini luminose di giradischi dal musicista-artista Brian Eno.

Manoscritti, icone, strumenti di metallo, manufatti tessili e opere in legno raccontano al Museo Copto del Cairo la storia del Natale, con una mostra visibile sino a fine gennaio. La nota comunità religiosa mediorientale, fortemente radicata in Egitto e che ebbe un ruolo non molto noto ma fondamentale nella conservazione e comprensione dell’antica lingua e scrittura egizia, è stata autrice nei secoli di molte raffigurazioni di scene della natività, che documentano al contempo l’evoluzione tecnica e stilistica della loro arte. In mostra anche manoscritti e libri antichi per ricostruire la storia del Natale nelle sue tante declinazioni in giro per il mondo, Babbo Natale compreso. Non mancano varie descrizioni della vita dei santi in lingua araba. [Redazione]

Addii
Morto al 68 anni il pioniere della performance, lo statunitense Pope.L. Noto per la serie «Crawl», l’influente performer e artista concettuale afroamericano trattò il razzismo in modo inflessibile. Ha confermare il decesso una delle sue gallerie, Mitchell-Innes & Nash di New York, che ne ha dichiarato in un comunicato la morte improvvisa avvenuta il 23 dicembre nella sua casa a Chicago. Nella serie «Crawl» (1978-2001) l’artista si muove carponi attraverso vaste aree di New York City in molteplici occasioni. «La sua lunga storia di performance provocatorie e assurde, insieme alla sua vasta opera di installazioni, oggetti e dipinti hanno minato le nozioni convenzionali di linguaggio, materialità e significato. La sua critica, elegante, indeterminata e spesso divertente, ma allo stesso tempo pungente, della nostra storia ha iniziato solo di recente a essere pienamente riconosciuta», affermano dalla galleria. La sua mostra «Hospital» è in corso alla South London Gallery fino all’11 febbraio. [Gareth Harris]

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