Giorno per giorno nell’arte | 14 giugno 2023

Il nuovo hub creativo di Brooklyn è un’ex centrale elettrica • Sedici opere d’arte ucraine accolte pro tempore al Louvre • Un «ago» di Hiroshi Sugimoto si aggiunge allo skyline di San Francisco • L’ultimo ritratto realizzato da Klimt in asta da Sotheby’s • Il restauro del camino del Vignola a Palazzo Farnese a Roma • La giornata in 17 notizie

L’ex centrale elettrica di Brooklyn diventata un nuovo hub creativo
Redazione |

Il nuovo hub creativo di Brooklyn è un’ex centrale elettrica
Il decennale boom immobiliare di New York ha reso molto difficile trovare spazi per studi e servizi di produzione a prezzi accessibili, ma, contro le previsioni, è stata inaugurata una nuova struttura per la produzione artistica in uno dei quartieri a più rapido sviluppo della città. L’organizzazione non profit Powerhouse Arts, attiva nel campo dell’espressione creativa, ha trasformato un’ex centrale elettrica a Brooklyn, sulle rive del canale Gowanus (uno dei corsi d’acqua più inquinati degli Stati Uniti, abbandonato da decenni), in un complesso di 15.800 metri quadrati con strutture per la fabbricazione di ceramiche, stampe e varie opere d’arte per la committenza pubblica. Sono previsti anche negozi di tessuti e oggetti in metallo. [Benjamin Sutton]

Sedici opere d’arte ucraine accolte pro tempore al Louvre. Cinque sono in mostra

Sedici opere d’arte ucraine, tra cui alcune preziose icone bizantine, sono state portate via in questi mesi da Kiev in gran segreto e conservate a PArigi, al Museo del Louvre, per salvarle dalla guerra. Cinque di esse sono ora esposte nel museo parigino nell’ambito della mostra «Le origini dell’immagine sacra», in programma fino al 6 novembre. «Queste opere sono i primi oggetti culturali che lasciano l’Ucraina per essere portati al sicuro, ha spiegato la ministra della Cultura francese Rima Abdul-Malak, un’operazione segreta pensata, organizzata e preparata alla fine di febbraio». [Redazione]

L’ultimo ritratto realizzato da Klimt in asta da Sotheby’s: è stimato 80 milioni di dollari
La casa d’aste Sotheby’s ha annunciato oggi 14 giugno la vendita, prevista nell’asta «Modern & Contemporary Evening Auction» del 27 giugno a Londra, del dipinto di Gustav Klimt «Dame mit Fächer (Signora con ventaglio)», 1917-18, valutato intorno ai 65 milioni di sterline (o 80 milioni di dollari). È l’ultimo ritratto che il maestro viennese riuscì a terminare: morì infatti nel 1918. Il dipinto fu acquistato poco dopo la morte dell’artista dall’industriale viennese Erwin Böhler, appartenente a una famiglia di amici e mecenati sia di Klimt sia di Egon Schiele. Nel 1967 l’opera era nella collezione di Rudolf Leopold, che acquistò un ampio gruppo di disegni di Schiele da Mabel Böhler nel 1952 e potrebbe aver acquistato da lei anche quest’opera. «Dame mit Fächer» è stata messa in vendita per l’ultima volta quasi trent’anni fa, nel 1994, quando venne acquistata dalla famiglia dell’attuale proprietario e venditore. [Il Giornale dell’Arte]

Un «ago» di Hiroshi Sugimoto si aggiunge allo skyline di San Francisco

Lo skyline di San Francisco si è appena arricchito di un nuovo elemento. È un «ago» affusolato alto 21 metri, intitolato «Point of Infinity: Surface of Revolution with Constant Negative Curvature», opera dell’architetto e fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto, che è stato installato in cima a un ex serbatoio d’acqua sull’isola di Yerba Buena. La mastodontica scultura in acciaio inossidabile è costata 2 milioni di dollari ed è stata eretta come parte del nuovo «Infinity Point Park» dell’isola, che aprirà ufficialmente al pubblico alla fine di quest’anno. Si tratta della prima grande opera di Sugimoto negli Stati Uniti, dove l’artista vive e lavora dal 1970. È stato selezionato tra più di 495 candidati che hanno risposto a un bando aperto nel 2017. [Redazione]

Il restauro del camino del Vignola a Palazzo Farnese a Roma
Nell’ambito del progetto «La cornice del tempo», in cui le aziende Palazzetti e Fondaco Italia sostengono la valorizzazione del patrimonio italiano, a Roma a Palazzo Farnese, nel colossale Salone d’Ercole ideato da Michelangelo, sono stati restaurati il camino del Vignola del 1564, un gioiello monumentale alto 5 metri ornato di sculture e marmi pregiati, e le due statue allegoriche che lo affiancano, opera di Guglielmo Della Porta. L’operazione, durata due mesi, ha riportato marmi antichi e sculture alle cromie rinascimentali. Nell’occasione l’ambasciatore Christian Masset ha dichiarato che proseguono i lavori di recupero complessivo del Palazzo, sede dell'Ambasciata di Francia, avviati nel 2021. [Tina Lepri]

I professionisti che servono ai musei
Nei 450 musei statali di proprietà del Ministero della Cultura lavorano 800 funzionari e 8mila custodi, in un rapporto di uno a dieci. Tra i 60mila lavoratori di tutti i musei italiani i funzionari sono solo 6mila, anche qui con la stessa proporzione. Le «teste», quindi, sono 6mila per circa 5mila musei. Oltre agli storici dell’arte, occorrono architetti, archeologi, archivisti e bibliotecari, ma anche curatori, comunicatori e informatici. Ne scrive il critico d’arte Vincenzo Trione. [Corriere della Sera]

Il più grande dipinto di Cabianca conosciuto va in asta a Londra: è stimato tra 800mila e 1,2 milioni di sterline
Va in asta da Sotheby’s a Londra, il 5 luglio, nella Evening Sale di Dipinti antichi e del XIX secolo, con una stima tra 800mila e 1,2 milioni di sterline «Ai bagni di Viareggio», un dipinto di Vincenzo Cabianca (Verona, 1827-Roma, 1902), rimasto inedito dal suo debutto in pubblico nell’aprile del 1866, quando fu presentato in una mostra a Torino con il prezzo di 1.800 lire. La tela, la più grande (103,2x168,3 cm) che Cabianca abbia mai dipinto, proviene da una collezione privata americana, era stato acquistato dal nonno dell’attuale proprietario probabilmente in Italia, ed è poi stato tramandato per successione alla famiglia. [Redazione]

L’Italia restituisce un mattone con iscrizione in cuneiforme all’Iraq
Un mattone con un’iscrizione cuneiforme che apparteneva a una ziggurat (tempio-torre a gradoni) assira, completamente rasa al suolo nel 2016 dagli uomini dell’Isis, è stato restituito dall’Italia alla Repubblica dell’Iraq. Il mattone, in argilla, con iscrizione cuneiforme, del re assiro Salmanassar III (858-824 a.C.), proveniente dalla Ziggurat di Nimrud, l’antica Kalkhu, a quel tempo capitale dell’Assiria, rappresenta una delle poche testimonianze rimaste di quel monumento archeologico. [Ansa]

Un progetto dell’Istituto Europeo di Design in occasione di Pitti Uomo a Firenze
Lucy Orta è la mentor di «Transition», il progetto del gruppo Ied (Istituto Europeo del design) in occasione di Pitti Uomo a Firenze. Otto giovani studenti di diverse nazionalità, provenienti da varie sedi del gruppo diretto da Riccardo Balbo, hanno realizzato installazioni all’interno dell’Istituto degli Innocenti, decodificando il termine «transizione» che oggi più che mai riveste moltissimi significati, ambientale, di genere ma anche del passaggio all’età adulta, come nota Danilo Venturi direttore dello Ied di Firenze. Lucy Orta, che col marito Jorge ha tempo fa indagato l’abito come rifugio e abitazione in celebri installazioni e che proprio a Firenze ebbe la sua prima collaborazione italiana nel 2000 (come ricorda Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine), ha accompagnato i giovani spingendoli, spiega lei stessa, «a capire come adattarsi a nuovi scenari in cui gli esseri possono adottare identità multiple e a riflettere sul rapporto uomo-natura e uomo-macchina». I lavori di Gaia Invernizzi, Marcos Escobar Aguirre, Luca Galli, Carolina Puiggròs Figueras, Michele Serra, Riccardo Lerda, Federica Borzì, Livio Pilla sanciscono dunque la contaminazione tra arte, moda, cinema e performance: vestiti che cantano, che sono frutto di intelligenza artificiale, oppure ispirati ai gargoyle delle cattedrali, altri alle forme di sopravvivenza o al tema del doppio, abiti in trasformazione perpetua, all’insegna di quella fluidità che caratterizza il mondo contemporaneo. [Laura Lombardi]

Donata al Fai la Chiesa di San Bernardino a Ivrea, monumento nazionale dal 1910
Con atto notarile firmato il 6 giugno, la famiglia Olivetti ha donato al Fai-Fondo Ambiente Italiano la Chiesa di San Bernardino a Ivrea (To), celebre perché ospita un importante ciclo di affreschi dipinti intorno al 1490 da Giovanni Martino Spanzotti, uno dei protagonisti del Rinascimento nel Nord Italia. La donazione ha suscitato anche qualche voce di dissenso: «Nulla da eccepire sulla capacità gestionale del Fai», ha dichiarato la storica dell’arte Arabella Cifani al quotidiano «La Stampa», «che ha svolto e svolge un ottimo lavoro, ma noi piemontesi siamo bravissimi a farci del male e a non pensare che il nostro patrimonio artistico faccia parte del grande corpo del patrimonio italiano: Spanzotti, infatti, non è un pittore locale, ma un pittore di importanza universale. La chiesa è “Monumento nazionale” dal 1910: possibile che lo Stato, o almeno la Regione Piemonte, non potesse esercitare un diritto di prelazione, facendosi donare la chiesa e gestendola come bene regionale?». L’assessore regionale alla Cultura, Vittoria Poggio, ha replicato: «Non siamo stati interpellati in tal senso e nessuno ci ha chiesto una prelazione, e siamo ben contenti che una realtà come il Fai possa gestire la chiesa: come Regione favoriremo e aiuteremo in ogni modo i restauri, la promozione e la sua valorizzazione». Per i restauri sono disponibili dal settembre 2021 3 milioni di euro, messi a disposizione dall’allora ministro della Cultura Dario Franceschini. La Chiesa di San Bernardino è il quarto bene che il Fai gestisce in Piemonte, dopo il Castello di Masino (To), nel Canavese, il Castello della Manta (Cn), nel Saluzzese, e la villa Flecchia a Magnano (Biella). [Redazione]

L’arte moderna e contemporanea del Vaticano in mostra nei Musei Vaticani
La più giovane delle collezioni vaticane, «Arte Moderna e Contemporanea», che compie 50 anni (fu inaugurata infatti il 23 giugno 1973 da San Paolo VI, con uno storico discorso agli artisti in Cappella Sistina), sarà oggetto di una mostra. In occasione della ricorrenza una selezione delle opere, acquisite negli ultimi venti anni, viene esposta dal 23 giugno al 24 settembre in una «mostra diffusa» nei diversi settori dei Musei Vaticani. All’interno degli spazi espositivi della Collezione, nelle salette della Torre Borgia, è allestita una mostra fotografica che ripercorre la storia dell’avvenimento. [Tina Lepri]

Il Rilievo romano con Vittoria sarà trasferito al Museo Archeologico di Siena
Il Rilievo con Vittoria, una delle più importanti testimonianze della Siena romana, finora conservato a Palazzo Piccolomini alla Postierla, si ricongiunge al patrimonio archeologico senese. La scultura sarà presentata al pubblico sabato 17 giugno alle 11.30 al Museo Archeologico Nazionale, all’interno del Santa Maria della Scala. Il rilievo deriva iconograficamente da modelli ellenistici, anche se stilisticamente la sua datazione sembrerebbe essere più tarda, intorno al II secolo d.C. Spesso ricordata come Vittoria, la sua lettura lascia ancora aperte molte questioni, che coinvolgono datazione, esegesi e pertinenza. Noto fin dal 1810, quando risulta citato come proveniente dal muro di Sant’Agostino a Siena tra gli oggetti presenti nell’Accademia (Istituto di Belle Arti), il Rilievo con Vittoria è poi confluito nelle opere trasferite alla Pinacoteca Nazionale di Siena (a cui oggi il Museo Archeologico Nazionale afferisce): fu collocato nell’atrio. [Redazione]

Il Premio Lydia all’arte contemporanea a Beatrice Favaretto
Beatrice Favaretto ha vinto la VI edizione del Premio Lydia all’arte contemporanea con la ricerca «Hdmw - Hold Me While I’m Naked». Il premio è promosso dalla Fondazione Il Lazzaretto di Milano, con il contributo di Fondazione Lydia Silvestri, a cura di Claudia D’Alonzo. La giuria di questa edizione, formata da Mariateresa Chirico (storica dell’arte, vicepresidente Fondazione Lydia Silvestri), Anna Daneri (curatrice), Davide Giannella (curatore), Maria Paola Zedda (curatrice) insieme con Gianni Moretti (artista e docente), Diego Sileo (curatore Pac Milano) e dalla curatrice del premio, ha assegnato il premio a Beatrice Favaretto (1992), come si legge nelle motivazioni, «per la coerenza e la forza della ricerca proposta e per la volontà di sviluppare relazioni con i territori, a partire dal tema della sessualità e delle sue rappresentazioni nel mondo contemporaneo. Rispetto ad argomenti ampi e complessi, l’artista circoscrive i suoi ambiti di lavoro alle questioni sollevate dall’erotismo, dalla pornografia, dalle pratiche politiche e di socializzazione del desiderio transfemministe e queer. In questa prospettiva, la sua pratica intercetta e colloca nel presente alcuni aspetti cruciali rispetto alla sessualità anticipati dal lavoro dell’artista Lydia Silvestri». [Redazione]

A Urbino il Sigillo delle Arti assegnato a Emilio Isgrò
Emilio Isgrò rinsalda il proprio sodalizio con Urbino. Domani 15 giugno 85enne artista siciliano riceverà il «Sigillo delle Arti», onorificenza creata dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e dall’Accademia di Belle Arti, in precedenza conferita a personalità quali Werner Herzog ed Emilio Ambasz, «per l’estensione e la profondità dell’impatto, nel mondo dell’arte e della cultura, della sua opera pittorica, poetica e letteraria». Nello stesso giorno, l’Accademia di Belle Arti di Urbino assegnerà a Isgrò il titolo di Accademico d’Onore, «per aver introdotto con la Cancellatura», recita la motivazione «un vero e proprio linguaggio nel solco della grande arte italiana». [Redazione]

L’omaggio dell’Accademia di San Luca a Guido Strazza
L’Accademia Nazionale di San Luca rende omaggio a Guido Strazza pittore Accademico Nazionale di San Luca dal 1997 e presidente nel biennio 2011-12, con una serie di iniziative. Le celebrazioni in occasione dei 100 anni di vita del pittore prendono avvio oggi 14 giugno alle ore 17.30, con la proiezione in prima assoluta del docufilm «Guido Strazza» (40’, 2023) di Nicoletta Nesler e Marilisa Piga, che ripercorre la ricerca di Strazza dagli esordi fino agli esiti più attuali. A seguire, si terrà l’incontro «Il segno di un gesto», un dialogo introdotto da Marco Tirelli, presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, con Luigi Ficacci, storico dell’arte, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani e lo stesso Guido Strazza. Infine, alle ore 19 sarà inaugurata la mostra «Trame e Segni. Guido Strazza», nel nuovo salone dedicato alle mostre al primo piano di Palazzo Carpegna che apre per l’occasione. [Redazione]

Una tre giorni «fotografica» a Cagliari
Dal 22 al 24 giugno Cagliari ospita «The Photo Solstice #5», un programma di eventi che mette in dialogo diverse personalità e generazioni del mondo della fotografia. Arriveranno in Sardegna Don McCullin, la neodirettrice di The Photographers’ Gallery di Londra Shoair Mavlian, il direttore della Maison Européenne de la Photographie Simon Baker e molti altri. Questi saranno protagonisti di una serie di talk e presentazioni aperti al pubblico e a ingresso gratuito. Negli stessi giorni gli studenti selezionati attraverso una open call parteciperanno a un workshop di Pino Musi dal titolo «Sconfinare». [Redazione]

Una galleria d’arte nel villaggio dello shopping in Valdichiana
Specchiarsi in una vetrina durante un giro per acquisti e vedere il proprio riflesso sovrapporsi a un’opera d’arte contemporanea. Succede al Valdichiana Village di Foiano della Chiana (Arezzo) dove fino ad agosto quattro artisti del territorio, Laura Serafini, Simone Anticaglia, Maurizio Rapiti ed Elia Alunni Tullini, si alterneranno nel presentare i propri lavori tra i negozi del complesso, la cui architettura riecheggia le caratteristiche degli splendidi borghi toscani. «The Reflex Gallery» s’inserisce nel progetto interdisciplinare di rigenerazione ambientale creativa «Art is in the Land», già sperimentato con successo in un altro dei cinque villaggi gestiti da Land of Fashion Outlet Management, il Palmanova Village (Udine), con un’operazione di Environmental Art realizzata in collaborazione con lo street artist Geometric Bang. [Redazione]

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Redazione