Giochi di coppia all'insegna del Neoclassicismo

Tornano le House Sale di Cambi: all'asta il 20 ottobre la collezione di Palazzo Loschi Zileri dal Verme

Palazzo Loschi Zileri dal Verme a Vicenza. Foto Giorgio Baroni
Elena Correggia |

Palazzo Loschi Zileri dal Verme è uno scrigno neoclassico, situato nel cuore di Vicenza, che racchiude un insieme di arredi e opere d’arte scelti con grande accuratezza, frutto della passione di un collezionista dal gusto raffinato. Una raccolta che la casa d’aste Cambi mette all’incanto all’interno di questo scenografico contesto il 20 ottobre, con una valutazione complessiva che si aggira su una cifra di poco inferiore ai 2 milioni di euro.

Il piano nobile dell’edificio neopalladiano, progettato nella seconda metà del Settecento dall’architetto Ottone Maria Calderari, è stato oggetto di un attento restauro voluto dal proprietario, lo stilista e imprenditore della moda Claudio Biasia che, insieme con l’amico e interior designer Gastone Fioravanzo, ha valorizzato ulteriormente le stanze affrescate arredandole con mobili neoclassici e con opere d’arte che ben si inseriscono in questi ambienti.

«Il filo conduttore della collezione ora all’incanto è proprio il suo essere ricca e armonica rispetto al contesto, pur spaziando fra epoche e stili diversi, afferma Matteo Cambi, presidente dell’omonima casa d’aste. L’accento prevalente dello stile neoclassico mette in risalto il concetto di coppia e di simmetria come testimoniano specchiere, consolle, guéridon, una particolarità questa piuttosto rara. Inoltre, a differenza di altre collezioni italiane improntate a una spiccata regionalità, la collezione di Palazzo Loschi Zileri si caratterizza per il gusto internazionale che sta in effetti riscuotendo interesse all’interno di una platea di potenziali acquirenti anche stranieri».

Fra i dipinti che esulano dal periodo neoclassico si fanno notare tre tele del nord Europa fra cui spicca per la modernità del taglio frontale il top lot dell’asta, «Suicidio di Lucrezia» del Maestro delle Mezze figure (stima 100-150mila euro), pittore olandese il cui soprannome deriva da numerosi dipinti a lui attribuiti raffiguranti eleganti busti femminili.

All’inizio del Cinquecento risalgono anche due ritratti: uno di gentildonna firmato dal ritrattista tedesco Faber Conrad (40-60mila) e l’altro attribuito a Hans Burgkmair che immortala un nobiluomo con garofano (30-50mila). L’entrata dell’elegante palazzo è impreziosita da quattro busti in marmo degli imperatori Traiano, Cesare, Vitellio e Tito (50-70mila), esempi di statuaria tardo rinascimentale della seconda metà del XVI secolo, mentre la spaziosa sala da ballo vede stagliarsi al centro il grande gruppo in marmo bianco raffigurante Eros e la musa Erato, opera italiana del XVIII-XIX secolo, imponente e delicata al tempo stesso (30-40mila).

Le pareti ospitano fra gli altri dodici papier peints di manifattura parigina di inizio Ottocento, raffiguranti le «Storie di Amore e Psiche», firmati da Mary Joseph Blondel e Louis Lafitte (30-50mila). I colori dell’oro e del bordeaux impreziosiscono invece la sala da ricevimento dove sono collocate otto sedie in legno intagliato e laccato, di manifattura toscana della fine del XVIII secolo (15-20mila) assai rare.

Ciascuna seduta in tessuto è sormontata da uno schienale dipinto con scene di putti su fondo azzurro. Nel salotto riccamente adornato di sculture, dipinti e bronzi si fa notare una coppia di candelabri in bronzo dorato e patinato «au bon sauvage», della manifattura Luigi Manfredini, raffigurante due mori nell’atto di sorreggere cinque fiamme (25-35mila). Infine, fra i mobili merita una particolare menzione il tavolo da centro, interamente lastronato in malachite con fregi in bronzo dorato, realizzato in Russia nell’Ottocento (12-18mila).

© Riproduzione riservata Palazzo Loschi Zileri dal Verme a Vicenza. Foto Giorgio Baroni Palazzo Loschi Zileri dal Verme a Vicenza. Foto Giorgio Baroni
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